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ETF USA: 3 grandi banche gestiscono la maggior parte dei flussi

ETF USA: 3 grandi banche gestiscono la maggior parte dei flussi

Il mercato degli ETF USA ha registrato una grande crescita negli ultimi 5 anni, raggiungendo un valore complessivo di 8.000 miliardi di dollari (dati Bloomberg). Nel periodo sono stati lanciati più di 1.000 fondi, con i volumi di trading annuali che sono aumentati di circa 11.000 miliardi di dollari. Il funzionamento del mercato è garantito dai cosiddetti partecipanti autorizzati (AP), ovvero broker-dealer che colmano le dislocazioni dei prezzi attraverso un’attività intensa di acquisto di azioni esistenti sul mercato e riscatto in cambio di asset del fondo, o dando all’ETF più asset in cambio di azioni di nuova creazione. Insomma, questi soggetti gestiscono di fatto il denaro che entra ed esce dai fondi e assicurano con la loro presenza la formazione di prezzi attendibili soprattutto nelle circostanze di crolli dei mercati. Ciò assicura che i fondi rimangano efficienti, sebbene gli AP non siano obbligati a svolgere funzioni di arbitraggio.

 

ETF USA: la concentrazione degli AP

Da una ricerca degli analisti di Bloomberg è emerso che nel settore dei partecipanti autorizzati vi è il dominio di tre grandi banche americane, attraverso cui passa oltre il 90% dei flussi per la maggior parte dei fondi. Bank of America è l’AP principale con un controllo del 24% dell’intero mercato calcolato al terzo trimestre 2022. Seguono Goldman Sachs con il 17% e JPMorgan Chase con il 12%. Per esempio, il Vanguard Total Bond Market ETF (BND) è il più grande ETF a reddito fisso degli Stati Uniti con circa 103 miliardi di dollari di asset ma i dati dicono che solo tre AP hanno gestito il 98% dei suoi flussi.

“Hanno esperienza nello spostare contanti, regolare le operazioni e portare a termine tutto in un certo lasso di tempo. Ciò consente loro di continuare a prosperare in questo settore” ha affermato David Graichen, responsabile dei mercati dei capitali di WisdomTree. Per Samara Cohen chief investiment officer ETF di BlackRock, l’efficienza di un ETF è una funzione dell’arbitraggio efficace di questi fornitori di liquidità invisibili. “Oggi abbiamo un ecosistema molto più diversificato rispetto a cinque anni fa, grazie al fatto che le banche più grandi integrano davvero le capacità degli ETF nei loro dealing desk” ha detto.

Altri player sul mercato stanno cercando di farsi strada. Ad esempio, aziende come Virtu Financial Inc., Citadel Securities LLC, Hudson River Trading e Jane Street hanno avuto un ruolo importante come fornitori di liquidità durante il periodo del Covid-19 in cui i mercati crollarono. Tuttavia spesso queste società gestiscono le posizioni attraverso i canali del prestito monetario e del prestito titoli.

 

I rischi di concentrazione

La concentrazione di AP nel mercato degli ETF da un lato è una garanzia che poggia sull’affidabilità di grandi banche mondiali, dall’altro però presenta il rischio insito in ogni concentrazione. Taisiya Sikorskaya, ex membro del ramo ETF di Deutsche Bank AG, ed Evgenii Gorbatikov, dottore di ricerca alla London Business School, sostengono che “anche le banche più grandi possono affrontare vincoli normativi o problemi di liquidità in un momento di turbolenza”. Con le normative introdotte dopo la grande crisi finanziaria, “le grandi banche non sono state in grado di assumersi molti rischi, aumentando le possibilità che possano ridimensionare il loro ruolo di AP quando i loro servizi sono più necessari”, hanno aggiunto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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