EUR/CHF ai minimi dal 2015, cosa farà ora la Banca Centrale svizzera?

EUR/CHF ai minimi dal 2015, cosa farà ora la Banca Centrale svizzera?

EUR/CHF ai minimi dal 2015, cosa farà ora la Banca Centrale svizzera?

EUR/CHF osservato speciale sui mercati internazionali. Era da parecchio tempo che non si vedeva un livello così alto delle quotazioni del Franco svizzero rispetto all’Euro. Il cambio EUR/CHF oggi viaggia intorno a 1,04 e bisogna risalire al 2015 per trovare prezzi del genere. Allora la Swiss National Bank non tollerava un rafforzamento eccessivo della valuta domestica e interveniva sistematicamente sul mercato con ordini imponenti di vendita del Franco nel tentativo di frenarne lo slancio rialzista.

In quel momento però la situazione era diversa rispetto ad oggi. L’economia svizzera veniva minacciata da una moneta troppo forte, con l’export delle aziende elvetiche che avrebbero subito danni consistenti. Al punto che la Banca Centrale fissò un floor EUR/CHF a 1,20, impedendo in questo modo che il cambio scivolasse sotto quella base. Poi il Presidente della BCE Mario Draghi annunciò il Quantitative Easing e il Governatore dell’SNB fu costretto a cedere alla pressione del mercato, facendo deflagrare il cross come poche altre volte si è visto nei mercati valutari.

 

EUR/CHF: cosa è cambiato nell’atteggiamento dell’SNB rispetto al passato

In realtà negli anni successivi l’istituto monetario svizzero ha continuato le sue operazioni di mercato fissando tacitamente un altro PEG su EUR/CHF intorno a 1,05, senza con questo suscitare il clamore di un tempo, viste anche le polemiche e i sospetti che quella mossa scellerata generò tra gli operatori e le istituzioni.

Adesso però le cose sono cambiate. Da quando è arrivato il Covid-19 il paradigma non è più quello di prima, i parametri da seguire sono altri. Ad esempio in questo momento è l’inflazione a dettare le regole. E questa per fortuna non ha lo stesso peso in Svizzera rispetto a quanto sta accadendo in Europa e negli Stati Uniti. Berna sta infatti sperimentando una crescita dei prezzi intorno all’1,5%. In USA invece le ultime rilevazioni sono allarmanti, con un indice dei prezzi al consumo relativo al mese di novembre schizzato al 6,8%.

Ciò significa che l’SNB si trova in una posizione relativamente più tranquilla e, come sostiene Adriel Jost, Amministratore Delegato della società di consulenza WPuls ed ex collaboratore della Banca Centrale svizzera, addirittura vi potrebbe essere una sottovalutazione del Franco e quindi una reticenza a intervenire.

 

SNB: cosa aspettarsi dall’incontro di domani

Il meeting ufficiale dell’SNB domani alle 9,30 sarà importante non tanto per quanto verrà deciso sui tassi, essendo che si dà per scontato che rimarranno al livello attuale di -0,75%, quanto per le previsioni di Jordan su crescita e inflazione. L’accomodamento monetario però potrà continuare con riferimento al tasso medio Overnight, denominato SARON, che ultimamente è aumentato e quindi non è escluso che possa ricevere un ritocco al ribasso.

Nel contempo però vanno valutati i rischi sul mercato immobiliare che con la ripresa post-pandemica sta manifestando una certa esuberanza. Durante le prime settimane dall’arrivo del Covid-19 infatti l’istituto centrale ha sospeso il requisito della riserva di capitale anticiclica per l’esposizione ipotecaria delle banche. Secondo Maxime Bottero, economista di Credit Suisse, adesso questo parametro potrebbe essere riattivato proprio per cercare di raffreddare un mercato che potrebbe andare in bolla.

In definitiva cosa bisogna aspettarsi dalla Swiss National Bank in rapporto al Franco Svizzero? Probabilmente vi sarà una maggiore propensione a lasciarlo correre rispetto al passato, ma sempre mantenendo l’occhio vigile sui riflessi che potranno manifestarsi a livello macroeconomico.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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