L’EUR/USD attraversa una fase di grande volatilità e il mercato delle opzioni sta aumentando il premio per coprirsi dai movimenti bruschi in entrambe le direzioni. Al centro della questione vi sono i possibili dazi che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbe imporre all’Europa.
Dopo che l’inquilino della Casa Bianca si è accordato con Canada e Messico per rinviare di un mese l’attuazione delle tariffe su una serie di beni, nel mirino ora c’è il Vecchio continente. Trump ha promesso nei giorni scorsi che arriveranno strette per Bruxelles, anche se non ha indicato una tempistica.
Il problema è che l’EUR/USD può subire sbalzi violenti sia se il magnate darà seguito alla sua minaccia, sia se dovesse decidere alla fine di non usare la mano pesante.
Stando ai dati della Depository Trust & Clearing Corporation, nel mercato delle opzioni sono aumentati i volumi, in concomitanza alle strategie per proteggersi dai balzi di prezzo. “Il mercato sta cercando di prevedere e negoziare una situazione molto imprevedibile”, ha detto Antony Foster, responsabile del trading spot valutario G-10 presso Nomura International Plc. Tuttavia, attualmente puntare su ulteriori ribassi dell’EUR/USD fino addirittura alla parità è più costoso che acquistare opzioni call, cioè strategie che prevedono un rimbalzo della moneta unica.
EUR/USD arriverà alla parità?
Gli analisti in questo momento sono per lo più orientati verso aspettative ribassiste nei confronti del “fiber”. Secondo Jordan Rochester, responsabile della strategia FICC presso Mizuho Bank Ltd, ora “è difficile essere ottimisti sull’euro”, con i mercati che “devono valutare una probabilità molto più alta di tariffe generali e specifiche per l’Ue”.
Il pensiero comune è che se Trump metterà i dazi, la Banca centrale europea dovrà probabilmente tagliare i tassi di interesse per risollevare l’economia dell’eurozona colpita dalle tariffe. In questo modo, però, l’istituto monetario metterebbe sotto pressione l’euro. Dall’altra sponda dell’Atlantico, invece, la Federal Reserve potrebbe tenere alto il costo del denaro, specialmente se, come si pensa, i dazi riaccenderanno l’inflazione americana. Ciò farà inevitabilmente il gioco del dollaro.
“Trump non ha delineato il livello e la portata delle tariffe che potrebbe annunciare contro l’Ue. Ciò significa che i trader non hanno altra scelta se non quella di scontare il peggior shock commerciale della regione da molto tempo a questa parte. Ciò suggerisce che qualsiasi indebolimento dell’euro contro il dollaro fino alla parità sarà solo l’inizio”, ha scritto Ven Ram, strategist di Bloomberg Intelligence.
A giudizio di George Saravelos, responsabile della ricerca FX presso Deutsche Bank, “la coppia euro-dollaro crollerà a 0,98-0,99, poiché i mercati scontano un premio per il rischio tariffario più elevato e un tasso terminale della Bce dell’1,5%”.
C’è però chi vede un quadro meno fosco per l’euro. Foster di Nomura ad esempio pensa che “ci vorrà una nuova escalation nella guerra commerciale perché l’EUR/USD raggiunga la parità”.









