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Evergrande: il Tribunale ordina la liquidazione, cosa succede ora?

Evergrande: il Tribunale di Hong Kong ordina la liquidazione, cosa succede ora?

Alla fine è arrivata la liquidazione di China Evergrande Group. Dopo due anni e mezzo di sofferenze il colosso immobiliare cinese più indebitato del mondo ha ricevuto l’ordine da parte del giudice Linda Chan del Tribunale di Hong Kong di liquidare i suoi asset al fine di coprire una minima parte degli oltre 300 miliardi di dollari di passività.

Secondo l’Alta Corte cinese, Evergrande non è stata in grado di progettare un vero piano di ristrutturazione in questi anni dopo essersi resa inadempiente e a seguito di diverse sentenze giudiziarie. La società ora sarà “gestita da liquidatori provvisori e affronterà le questioni sospese, tra le quali il controllo da parte del fondatore e presidente Hui Ka Yan” ha detto la giudice.

La liquidazione sopraggiunge per effetto di una petizione lanciata da alcuni obbligazionisti e dopo che i creditori esteri di Evergrande non sono riusciti a raggiungere un accordo nel fine settimana per la ristrutturazione del debito. Nel corso del mese è stato inoltre arrestato il vicepresidente Liu Yongzhuo, finito sotto indagine penale.

Le azioni di China Evergrande hanno subito un crollo del 20,87% all’apertura delle contrattazioni settimanali alla Borsa di Hong Kong e sono state poi sospese a seguito del verdetto del tribunale. Le regole di quotazione richiedono che una società dimostri una struttura aziendale con operazioni e valori patrimoniali sufficienti.

 

Evergrande: cosa aspettarsi dopo l’ordine di liquidazione

L’ordine di liquidazione avrà delle ripercussioni sull’azienda, sui creditori e sul mercato. Innanzitutto verrà nominato un liquidatore provvisorio e in seguito uno ufficiale per prendere in mano le redini della società e vendere i beni di proprietà. Ma cosa potrebbero vendere e quanto riuscirebbero a recuperare i liquidatori?

Gran parte degli asset dell’azienda è già stata venduta o sequestrata dai creditori. Rimangono le due unità quotate: Evergrande Property Services Group ed Evergrande New Energy Vehicle Group, che complessivamente valgono quasi 1 miliardo di dollari. Il problema è che in questo momento, vista la situazione, non hanno mercato e quindi sarà molto difficile per gli esperti designati dal Tribunale riuscire a trovare compratori.

Su quanto della montagna di debiti sarà possibile recuperare, a luglio un’analisi di Deloitte aveva stimato un tasso di circa il 3,4% nello scenario, allora ipotetico e che ora si è manifestato. Tuttavia, dopo l’indagine a settembre sulla divisione di punta del gruppo per reati non specificati, sarà difficile arrivare al 3%.

L’amministratore delegato di Evergrande, Siu Shawn, ha garantito la consegna dei progetti di costruzione di case nonostante l’ordine di liquidazione, affermando che essa “non influirà sulle operazioni delle unità onshore e offshore di Evergrande”. Il fatto è che molte unità che hanno progetti onshore sono congelate dai tribunali, hanno scarsissimo valore e, con il crollo del prezzo degli immobili, hanno addirittura un patrimonio netto negativo.

Per quanto riguarda il debito offshore da 23 miliardi di dollari, i liquidatori in alternativa potrebbero proporre un nuovo piano di ristrutturazione ai creditori. Perché ciò accada, tuttavia, i tecnici dovrebbero verificare che la società abbia sufficienti attività per soddisfare almeno parzialmente i creditori oppure dovrebbe profilarsi l’ipotesi concreta di un “cavaliere bianco” che rilevi i progetti. Eventualità, queste, che al momento appaiono remote.

 

Quale impatto economico, finanziario e politico?

Il triste requiem di Evergrande è un’enorme preoccupazione per quello che può succedere sui già fragili mercati finanziari cinesi, ma anche per l’impatto che la vicenda potrà avere a livello economico e politico. Da quando è scoppiata la crisi nel settore immobiliare in Cina, i tribunali di Hong Kong hanno emesso almeno tre ordini di liquidazione, ma nessuno finora è stato della portata di quello di Evergrande in termini di dimensione del debito, complessità, asset da vendere e numero dei soggetti coinvolti.

Giocoforza le implicazioni politiche sono molto più significative. Il governo aveva dato una priorità assoluta al completamento dei progetti delle case da parte degli sviluppatori immobiliari, ma ora probabilmente gli mancherà il terreno sotto i piedi. I mercati finanziari potrebbero pensare che il fallimento di Evergrande aprirà le porte alla liquidazione di altre grosse società che in questo momento si trovano in bilico, prima fra tutte Country Garden.

Secondo Gary Ng, economista senior di Natixis SA, “l’impatto macroeconomico dovrebbe essere limitato in quanto è improbabile che la liquidazione eserciti una maggiore pressione su un settore immobiliare già malconcio. Tuttavia peggiorerà il sentiment poiché gli investitori saranno preoccupati dal rischio di effetto valanga su altri casi pendenti”.

Le autorità avranno comunque un grande lavoro da fare secondo gli esperti di mercato. La scorsa settimana, la People’s Bank of China e il Ministero delle finanze hanno annunciato misure imponenti per fornire la liquidità disponibile per alleviare il peso del debito agli sviluppatori immobiliari. Il timore è che ciò non sia abbastanza. “Penso che le misure debbano essere molto più mirate e molto più energiche” ha affermato Alexander Cousley, stratega degli investimenti APAC di Russell Investments.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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