Evergrande: per la PBOC non c'è alcun rischio di contagio

Evergrande: per la PBOC non c’è alcun rischio di contagio

La Banca Popolare cinese prende posizione e si fa sentire sulla questione Evergrande. In una conferenza stampa di questa mattina, il capo del dipartimento dei mercati finanziari presso l’istituto centrale, Zou Lan, ha affermato che i rischi per il sistema finanziario derivanti dalla situazione dello sviluppatore immobiliare sono sotto controllo ed è poco probabile che creino contagio. Inoltre ha precisato che il Governo centrale e le Autorità locali stanno cercando di risolvere il problema, per questo motivo hanno chiesto agli istituti di credito di rifornire il settore immobiliare del denaro necessario per mantenere una certa stabilità.

Evergrande: una crisi senza fine?

La crisi di Evergrande intanto continua a preoccupare molto e i timori del contagio si stanno intensificando sempre di più, soprattutto dopo il default da parte dello sviluppatore Fantasia Holdings Group. Il mercato sta in pratica scontando il fallimento del gigante immobiliare, dal momento che le obbligazioni e le azioni Evergrande sono state oggetto di una svendita selvaggia negli ultimi tempi. Quest’anno il titolo in Borsa è crollato di circa l’80% prima di essere sospeso nel mercato di Hong Kong e le obbligazioni offshore vengono scambiate a circa 20 centesimi di dollaro.
La società si sta muovendo in modo da riuscire a recuperare qualcosa attraverso la vendita di alcuni assets, ma è troppo poco per abbattere il debito monstre di 300 miliardi di dollari. Zou ha riferito che Evergrande in questi anni non ha gestito bene la sua attività perché, anziché operare con prudenza laddove le condizioni di mercato mutavano, ha cercato di espandersi alla cieca esponendosi finanziariamente.
Nei precedenti periodi di difficoltà il numero uno del colosso immobiliare, Hui Ka Yan, ha potuto contare sull’apporto economico dei suoi amici miliardari, ma in questo momento sembra non abbia più alcun sostegno. In considerazione di questo, il funzionario della PBOC ha giudicato il crollo delle obbligazioni una risposta naturale del mercato. Per tale ragione ha cercato di esortare le società immobiliari a onorare i debiti nei confronti dei creditori.
Il problema vero è che Evergrande rischia di avvitarsi su se stessa, perché il sentiment dei compratori delle case sta peggiorando ogni giorno di più. In base ai dati di China Real Estate Information Corp. vi è stato nel mese di settembre un tracollo del 36% su base annua delle vendite nel Paese con riferimento alle prime 100 società immobiliari. E questo andrà inevitabilmente a ripercuotersi sull’intera economia cinese, che fa affidamento al settore immobiliare per circa il 25% del suo PIL.

Evergrande: l’intervento della PBOC non convince gli analisti

Come va interpretato il messaggio lanciato dalla Banca Centrale cinese a questo punto? Secondo Travis Lundy, analista di Smartkarma, Independent Investment Research Network, tutto ciò significa che il Governo non andrà in soccorso di Evergrande e delle altre società coinvolte nel settore. L’esperto ritiene che non vi saranno delle vere e proprie misure di potenziamento per evitare il disastro, eccezion fatta per qualche ritocco in modo da facilitare la concessione dei mutui da parte delle banche per l’acquisto della casa.
Bisogna ricordare al riguardo che le Autorità regolamentari hanno chiesto ai principali istituti di credito di rendere più rapida l’approvazione dei mutui nell’ultimo trimestre dell’anno. Inoltre hanno permesso loro di vendere titoli garantiti da mutui per smobilizzare crediti incagliati, rimuovendo un divieto imposto all’inizio del 2021.
Patrick Wong, analista immobiliare di Bloomberg Intelligence, sostiene che l’obiettivo della PBOC è quello di fare in modo che Evergrande velocizzi la vendita degli assets e riprenda con i suoi progetti di costruzione lasciati in sospeso. In realtà nel mese di settembre le Autorithy avevano impartito delle istruzioni su come evitare l’insolvenza sulle obbligazioni in dollari a breve termine, concentrandosi sul completamento delle opere incompiute e quindi sul rimborso dei creditori. Alla luce dei risultati visti finora si può dire con franchezza che il tentativo sia stato abbastanza deludente.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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