Fed: 4 parametri per verificare l'impatto sull'economia dall'aumento dei tassi

Fed: 4 parametri per verificare l’impatto sull’economia dall’aumento dei tassi

Fed: 4 parametri per verificare l'impatto sull'economia dall'aumento dei tassi

L’attesa per la riunione di questa sera della Fed si sta facendo febbrile, perché dalle decisioni prese in tema di tassi d’interesse e di denaro in circolazione, insieme alle parole di Jerome Powell in conferenza stampa, si avrà un quadro più chiaro della situazione dei mercati nei prossimi mesi. Un aumento dei tassi di 0,5 punti percentuali è ormai cosa scontata, ma ciò che interessa davvero agli investitori sarà quanto la Federal Reserve forzerà la mano nelle prossime riunioni. Questo inevitabilmente dipenderà dall’andamento dell’inflazione, o meglio da quanto ogni intervento della Banca Centrale possa contribuire a frenarne l’avanzata.

Ma un occhio di riguardo verrà riservato all’impatto sull’economia, stando attenti all’insorgere di una recessione. Gran parte degli economisti è convinta che una recessione a questo punto arrivati sia inevitabile perché, con un indice dei prezzi al consumo all’8,5%, non è possibile un passaggio leggero da parte della Fed. Quindi a giugno non è esclusa una stretta sul costo del denaro dello 0,75%, per poi magari effettuare aumenti più lievi.

 

Fed: quali parametri seguirà per calibrare i suoi interventi sui tassi

Ma quali saranno i parametri da osservare per verificare quanto le decisioni della Fed andranno a colpire l’economia americana? In particolare se ne possono elencare 4. Il primo riguarda i salari reali, cioè aggiustati per l’inflazione. Nell’ultima rilevazione c’è stata una crescita delle buste paga del 5%, ma l’indice dei prezzi al consumo è schizzato dell’8,5%, il che significa che di fatto i salari sono diminuiti del 3,5%. La Fed considera molto importante il livello dei salari reali nei prossimi 3-5 anni, quindi valuterà quanto inasprire la sua politica monetaria in funzione di quanto alla fine rimane in tasca ai lavoratori, perché da quello dipende la domanda aggregata.

Il secondo parametro riguarda il credito al consumo. Questo è cresciuto in maniera inaspettata a febbraio, anche se i consumatori hanno accumulato una gran quantità di contanti durante la pandemia. L’aumento dei tassi fa crescere il costo del credito e, se le persone ricorrono ancora in maniera massiccia a prendere a prestito nonostante questo sia oneroso, ciò potrebbe essere un segnale di tensione. La Fed a quel punto dovrebbe decidere che tipo di atterraggio vorrebbe mettere in atto.

Un terzo parametro allude al tasso di disoccupazione. Questo venerdì il Bureau of Labor Statistics riporta i dati sull’occupazione americana per il mese di aprile e le attese sono per un tasso di disoccupazione del 3,6%. In sostanza, il livello di piena occupazione che la Fed ha indicato come target si trova a un passo, ma un atteggiamento da falco nei prossimi mesi potrebbe alterare il mercato del lavoro e quindi portare la Banca Centrale a fare qualche passo indietro. Dipende ovviamente da quanto azionare una leva comporti un allontanamento dal target preso a riferimento.

Un’ultima metrica potrebbe essere l’attività di viaggio perché espressione di consumo ad alta frequenza. Nel 2022 è aumentata rispetto all’anno scorso, ma ancora si trova al di sotto dei livelli pre-pandemici. Al riguardo verrà seguito il tasso di occupazione settimanale degli hotel. Questo è stato del 65,8% nell’ultima settimana, in calo del 4,2% rispetto allo stesso periodo del 2019. Un inasprimento eccessivo potrebbe deprimere un’attività che viene considerata di estrema rilevanza.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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