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Fed: l’allentamento sui tassi rilancerà le quotazioni a Wall Street

Fed: l'allentamento sui tassi rilancerà le quotazioni a Wall Street

Manca ancora un mese alla prossima riunione della Fed sui tassi d’interesse e già l’attesa sulla decisione che prenderà la Banca centrale americana si fa rovente. Da parecchio tempo si sta cercando di capire quando la Federal Reserve ridurrà la sua postura aggressiva nella conduzione della politica monetaria, con particolare riferimento al costo del denaro. Quest’anno vi sono stati già quattro rialzi: uno a marzo dello 0,25%, uno a maggio dello 0,5% e due a giugno e luglio di 0,75 punti percentuali ciascuno. Tutto ciò nel tentativo di rallentare la corsa dell’inflazione che, superando un tasso del 9% a giugno, ha raggiunto il livello più alto degli ultimi 40 anni.

Anche se il carovita sta dando qualche lieve segnale di cedimento potrebbe essere pronto alla discesa, gli analisti di mercati si chiedono quanto veloce potrebbe essere tale discesa, perché da questo dipenderà l’atteggiamento dell’istituto centrale guidato da Jerome Powell. Il simposio di Jackson Hole di questo mese potrebbe fornire alcune indicazioni importanti, ma la credenza generale è che fino a quando il livello dei prezzi non darà chiari segni di declino, difficilmente la Fed mollerà la presa. Anche perché l’economia americana non sta manifestando segnali  di contrazione e il livello di occupazione si sta mantenendo molto alto. Questi parametri verranno tenuti prioritariamente in considerazione dal Federal Open Market Committee per decidere un eventuale cambiamento di rotta.

 

Fed: ecco cosa pensano gli analisti

Gli strateghi di JP Morgan ritengono che la Fed effettuerà l’ultimo dei suoi grandi rialzi a settembre, dopodiché sarà difficile che l’istituto monetario sorprenda i mercati con un atteggiamento da falco. Questo poiché il compromesso tra crescita e politica monetaria migliorerà nel tempo e quindi darà una mano alla ripresa del mercato. Ciò significa che le azioni a Wall Street saliranno nel secondo semestre mettendo su un rialzo del 3,5% da qui alla fine dell’anno. Gli analisti di JP Morgan affermano che in particolare i titoli growth, che sono sensibili ai tassi d’interessi, sovraperformeranno il resto del mercato.

Anche gli analisti di Goldman Sachs prevedono una crescita delle quotazioni azionarie nella seconda metà del 2022 per effetto del percorso di inflazione e crescita. Tuttavia il margine dei guadagni sarà più limitato dopo lo straordinario rally estivo dei titoli statunitensi, affermano.

Molto più cauto risulta essere Mark Haefele di UBS Global Wealth Management, che mette in guardia dall’inseguire il rimbalzo, soprattutto dei titoli tecnologici che sono tornati a essere più costosi rispetto alla media degli ultimi dieci anni. Dai minimi di giugno, il NASDAQ Composite ha guadagnato oltre il 20% sulle attese che la Fed ammorbidirà le strette sui tassi. Haefele ritiene che questo potrebbe essere pericoloso, quindi suggerisce di alleggerire il peso delle azioni ad alto beta in portafoglio approfittando proprio del recente rally tecnologico.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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