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Fed: ecco quanto hanno perso i miliardari di Wall Street dopo il meeting

Fed: ecco quanto hanno perso i miliardari di Wall Street dopo il meeting

Può sembrare incredibile che basti una frase detta in conferenza stampa davanti ai giornalisti dal presidente della Federal Reserve Jerome Powell per mandare in fumo centinaia di miliardi di dollari. Eppure è ciò che avviene nei mercati finanziari. È sufficiente che a crollare siano una serie di titoli a grande capitalizzazione e il gioco è fatto. Come in agosto, quando il numero uno della Fed ha tramortito le Borse con un discorso di soli otto minuti a Jackson Hole, durante il quale ha sostenuto una politica monetaria estremamente aggressiva per abbattere l’inflazione.

Questa settimana, nel corso della riunione che ha rialzato i tassi di interesse dello 0,75%, gli è bastato dire che il tasso terminale sarà forse più alto di quanto ci si attendesse. Gli investitori, delusi e in preda al panico, hanno cominciato a vendere a mani basse e le azioni hanno polverizzato fior di miliardi di dollari. Le società più colpite sono state ovviamente quelle più sensibili ai tassi d’interesse, come le tecnologiche, ma nessun settore è stato veramente risparmiato.

 

Quanto è diminuita la ricchezza dei miliardari dopo la Fed

I ricchi di Wall Street si leccano le ferite. Le prime 500 persone che fanno parte dell’indice dei miliardari tracciato da Bloomberg hanno perso complessivamente quasi 60 miliardi di dollari dopo le parole di Powell. Le perdite più grosse sono state sopportate dall’uomo più ricco, ovvero l’amministratore delegato di Tesla Elon Musk, che ha visto la sua fortuna diminuire di 9 miliardi di dollari. La ricchezza di Jeff Bezos è scesa di 4,8 miliardi di dollari, mentre altri paperoni come Bill Gates, Larry Ellison, Larry Page, Steve Ballmer e Sergey Brin hanno perso ciascuno più di 2 miliardi di dollari.

E già questo 2022 non è stato molto fortunato per i personaggi più ricchi del pianeta. I 500 più ricchi della classifica di Bloomberg hanno perso il 20% del loro patrimonio a causa della svalutazione delle azioni delle società che possiedono, il che corrisponde a una cifra monstre di 1.600 miliardi di dollari. Solo i “miliardari tecnologici” hanno visto la loro ricchezza rimpicciolirsi di 300 miliardi di dollari e alla fine sono quelli che hanno perso di più. Infatti l’aumento dei tassi d’interesse  operato dalla Federal Reserve incide negativamente in maggiore misura sulle aziende “growth” legate alla crescita, le quali  dovranno sopportare un costo di finanziamento maggiore per sostenere gli investimenti mentre il loro valore patrimoniale basato sui flussi reddituali futuri attualizzati diviene meno prezioso scontando un tasso d’interesse più alto.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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