- Sulla Borsa italiana è un finale di settimana all’insegna del rally per le azioni Salvatore Ferragamo, i cui acquisti sono sostenuti dai dati del terzo trimestre comunicati dall’azienda fiorentina nella serata di ieri.
Nel terzo trimestre il gruppo del lusso ha registrato ricavi in aumento dell’1,7% a 221 milioni di euro, superando leggermente le attese grazie a una contrazione più contenuta del canale wholesale e al contributo positivo di 7 milioni derivante da coperture.
A impattare positivamente sulle vendite è stato il canale direct-to-consumer, che ha visto ricavi in crescita rispetto allo stesso periodo del 2024 del 4,4% a 169 milioni di euro di ricavi.
A livello geografico si è assistito a una decisa crescita in Nord America e America Latina e risultati solidi in Europa, che hanno compensato la debolezza del mercato asiatico sceso del 10,5%. In particolare, gli acquisti on line hanno continuato a registrare vendite in aumento a doppia cifra, grazie all’andamento del sito che ha visto una crescita sia nel numero che nel valore degli ordini.
Segnali ancora negativi arrivano dal canale Wholesale le cui vendite nette sono scese del 6,7% a 40 milioni di euro. Anche in questo caso ottima la performance registrata in Nord America
Nel corso dei primi 9 mesi i ricavi hanno visto una diminuzione del 4,5% a 695 milioni di euro. Il canale direct-to-consumer con 526 milioni di euro, si conferma sempre il motore pulsante della società con il 75% del totale dei ricavi. Nei primi 9 mesi in canale wholesale ha invece registrato una perdita del 12,2% a 145 milioni di euro.
Azioni Ferragamo: analisi tecnica e strategie operative
Andiamo ora a vedere come si stanno comportando le azioni Ferragamo a Piazza Affari. Con volumi in decisa accelerazione rispetto alla media giornaliera mensile, è una seduta all’insegna dell’euforia, con un rialzo del 13% oltre la soglia dei 7 euro.
Con un’impostazione di breve e medio periodo che si sta rafforzando, una conferma dei prezzi sopra i livelli appena menzionati dovrebbe far proseguire gli acquisti in direzione dei 7,45 euro, dove verrà chiuso il gap-down lasciato aperto lo scorso 7 marzo, e successivamente la soglia degli 8 euro.
Nel caso in cui questi livelli dovessero essere messi alle spalle, le azioni andrebbero a mettere sotto pressione gli 8,20 euro, dove transita la trendline ribassista che parte dai massimi del 2022 in area 23 euro e congiunge quelli del 2023 situati sui 18,7 euro.
Al contrario, un ritorno dei corsi sotto i 6,8 euro dovrebbe aprire le porte a una fase correttiva il cui primo target sarebbe posto sui 6,5 euro. La perdita di questi livelli porterebbe le quotazioni a chiudere il gap-up lasciato aperto in queste ore in area 6,445 euro e successivamente i forti supporti situati sui 6,20-6,15 euro. L’eventuale violazioni di questi ultimi sostegni andrebbe a indebolire il quadro grafico, con possibili ulteriori discese fin verso i 5,80-5,75 euro, dove troviamo l’indicatore daily del Supertrend.
DISCLAIMER
Le analisi in oggetto non sono state sponsorizzate dall’emittente o dall’intermediario menzionato. Le informazioni contenute non devono essere considerate né interpretate come consulenza in materia di investimenti. Eventuali punti di vista e/o opinioni espressi non sono intesi e non devono essere interpretate come raccomandazioni o consigli di investimento, fiscali e/o legali. BORSAEFINANZA SRL non si assume alcuna responsabilità per azioni, costi, spese, danni e perdite subite a seguito di informazioni, punti di vista o opinioni presenti nelle analisi di borsaefinanza.it. Prima di intraprendere decisioni di investimento, invitiamo gli utenti a leggere la documentazione regolamentare sempre disponibile per legge sui siti degli emittenti ed ottenere una consulenza professionale. Qui è possibile trovare le informazioni sul produttore dell’analisi









