Il 25 maggio 1947, Franco Cortese vinse il Gran Premio di Roma sulla Ferrari 125 S. Il 25 maggio 2026, Ferrari è tornata in quella stessa città per presentare Luce: prima vettura completamente elettrica della casa, e prima Ferrari con cinque sedili. Presentata nella cornice della Vela di Calatrava, Luce porta a compimento la strategia multienergetica annunciata al Capital Markets Day 2022, affiancando l’architettura full-electric a quelle ibride e termiche già in produzione. Il risultato è un segmento di gamma inedito per Maranello: una berlina sportiva con 1.050 cv, autonomia superiore ai 530 km e oltre 60 brevetti sviluppati internamente.
Mentre Maranello festeggia, Piazza Affari va nella direzione opposta: il titolo Ferrari archivia le prime contrattazioni in calo del 7,2%, per poi attestarsi a 291,25 euro con una flessione del 6,05%. Un copione già visto: all’annuncio del piano industriale al 2030, con ricavi attesi a 9 miliardi e una componente elettrica ferma al 20%, il mercato aveva risposto con un crollo superiore al 14% in una sola seduta, ritenendo il progetto privo della necessaria ambizione.
In questo articolo:
- Luce, Ferrari sfida l’elettrico
- Jony Ive ridisegna il dna del Cavallino Rampante
- Luce è solo l’inizio: la tabella di marcia di Ferrari
Luce, Ferrari sfida l’elettrico
Se la strategia multienergetica di Ferrari era rimasta fino ad oggi una promessa, Luce ne è la traduzione ingegneristica più concreta. Una piattaforma sviluppata interamente a Maranello, con oltre 60 nuovi brevetti depositati a tutela delle soluzioni tecniche sviluppate internamente, dai motori elettrici al pacco batteria. Quattro motori sincroni a magneti permanenti con flusso radiale, derivati dall’F80, erogano una potenza complessiva di 1.050 cv con un regime massimo di 30.000 giri al minuto all’anteriore e 25.500 al posteriore. Il sistema opera su architettura a 800 V. Il pacco batteria da 122 kWh, progettato, validato e costruito a Maranello, integra 210 celle in serie, supporta la ricarica rapida fino a 350 kW e funge da elemento strutturale del veicolo, incrementando la rigidità flessionale di oltre il 25% e torsionale di oltre il 35% rispetto alle vetture Ferrari a quattro posti.
L’elettronica di potenza, con inverter compatti e un convertitore risonante CC/CC per le sospensioni attive, raggiunge un’efficienza superiore al 98%. Le prestazioni dichiarate collocano Luce ai vertici della categoria: 0–100 km/h in 2,5 secondi, 0–200 km/h in 6,8 secondi, velocità massima superiore ai 310 km/h e autonomia superiore ai 530 km. Il peso in ordine di marcia si attesta a 2.260 kg, contenuto grazie all’impiego di tecnologie mutuate dalle competizioni. Su ogni ruota è installato un attuatore per la trazione e rigenerazione, uno per l’angolo di sterzata e uno per il controllo del movimento verticale, garantendo una distribuzione della coppia adattabile in tempo reale alle condizioni stradali. Debutta su Luce la Vehicle Control Unit (VCU), che aggiorna i target di powertrain e dinamica 200 volte al secondo, coordinando le strategie di efficienza con il nuovo Side Slip Control X. La trazione integrale elettrica consente al torque vectoring di esprimere il proprio potenziale in ogni condizione di marcia.
Sul prezzo circolano già le prime indiscrezioni: Bloomberg stima il listino intorno ai 550.000 euro, sulla base di fonti vicine alla Casa, anche se Maranello non ha commentato. “Siamo convinti che un’azienda dimostri la sua leadership quando ha il coraggio di osare e di affrontare la sfida delle nuove tecnologie. Ferrari Luce nasce proprio da questa sfida, offrendo una nostra inedita visione dell’elettrificazione”, ha commentato Benedetto Vigna, ceo di Ferrari.
Jony Ive ridisegna il dna del Cavallino Rampante
Per dare forma a una vettura senza precedenti nel proprio listino, Ferrari ha scelto di guardare fuori da sé, affidando il design a LoveFrom, il collettivo fondato da Jony Ive e Marc Newson (già collaboratori di OpenAI per io Products) in una collaborazione esterna al Ferrari Design Studio diretto da Flavio Manzoni. L’obiettivo dichiarato è quello di introdurre un linguaggio stilistico interdisciplinare attraverso quella che Ferrari definisce “cross fertilization”. L’architettura elettrica ha reso possibile l’adozione di una configurazione con quattro porte e cinque sedili, una novità assoluta per il Cavallino Rampante, finora vincolato dal layout transaxle con motore anteriore-centrale e cambio al posteriore, che non consente l’inserimento di un quinto sedile.
Il design si caratterizza per la pulizia formale della glass house, una forma descritta nei documenti tecnici come simile a quella di una conchiglia, che si estende al di sotto della linea di cintura fino alle estremità della vettura. I fanali anteriori e posteriori sono integrati nelle superfici primarie e, a luci spente, gli elementi ottici scompaiono preservando la continuità formale. I cerchi presentano i diametri più grandi mai montati su una Ferrari stradale: 23″ all’anteriore e 24″ al posteriore. L’interfaccia integra display multifunzione sviluppati con Samsung Display, materiali come alluminio anodizzato riciclato e vetro Corning Gorilla Glass, con pulsanti, manopole e interruttori meccanici di precisione che convivono con i pannelli digitali. Il sistema audio, sviluppato internamente, conta 21 altoparlanti, 24 canali di amplificazione per una potenza complessiva di 3.000 W, e integra l’innovativo Ferrari Audio Signature con preset dedicati e ottimizzazione dell’ascolto individuale. Sul fronte del sound, Ferrari ha adottato un approccio brevettato basato su un accelerometro di precisione collocato nel cuore dell’assale, che capta le vibrazioni metalliche generate dagli organi rotanti in tempo reale. Il segnale viene filtrato ed equalizzato in modo analogo a quanto avviene in una chitarra elettrica, con l’emissione modulata dalla posizione dell’e-Manettino e dall’utilizzo delle palette al volante. Come ha dichiarato il presidente John Elkann: “La nostra ricerca ed eccellenza ingegneristica sono state messe al servizio delle emozioni di guida, senza compromessi.”
Luce è solo l’inizio: la tabella di marcia di Ferrari
Luce non rappresenta un punto di arrivo, ma il primo tassello di una trasformazione industriale più ampia che Maranello ha già tracciato da qualche anno. Sul fronte della sostenibilità, l’ampio utilizzo di alluminio riciclato di lega secondaria consente una riduzione delle emissioni di CO₂e in fase di produzione stimata intorno al 70% rispetto al totale vettura. Ferrari ha dichiarato che garantirà assistenza su tutti i componenti elettrici (batterie incluse) nell’ambito della filosofia Ferrari Forever, con un impegno esplicito a preservare il valore nel tempo della vettura, anche in ragione del portafoglio brevettuale a essa associato.
Luce si inserisce in una roadmap industriale già delineata nel 2024 pubblicamente dal gruppo: circa il 5% delle vendite 2026 era atteso provenire da vetture elettriche, con una proiezione al 40% entro il 2030, affiancata da un 40% di ibridi plug-in e un 20% residuo di modelli a motore termico. L’e-building, con i suoi 42.500 metri quadrati alimentati al 100% da fonti rinnovabili, inaugurato nel 2024 nel quartier generale di Maranello e progettato dall’architetto Mario Cucinella, rappresenta l’infrastruttura produttiva dedicata alle auto elettriche, con una capacità complessiva portata a 20.000 unità annue. “Oggi non presentiamo soltanto una nuova vettura, ma inauguriamo un capitolo che trasforma la nostra visione in realtà, rafforzando la tradizione Ferrari di anticipare e plasmare il futuro”, ha dichiarato Elkann.









