Navi in agenda fino al 2039, Fincantieri chiude il trimestre in accelerazione

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Le navi che Fincantieri costruirà nel 2039 sono già in agenda. Il primo trimestre del 2026 conferma la traiettoria con un carico di lavoro ai massimi storici a 74,2 miliardi di euro, una redditività in espansione su tutti i fronti e una posizione finanziaria in deciso miglioramento. Un quadro abbastanza solido da spingere il consiglio di amministrazione, riunito sotto la presidenza di Biagio Mazzotta, a rivedere al rialzo la guidance per l’intero esercizio 2026.

Per il momento, i conti non bastano a invertire la rotta in Borsa. Il titolo cede a Piazza Affari il 2,3% a 11,1 euro, affondando ulteriormente in un quadro tecnico già compromesso: le perdite accumulate nell’ultimo mese si avvicinano al 20%, mentre dall’inizio del 2026 il bilancio resta pesantemente in rosso a -38%, dopo la corsa registrata nell’esercizio precedente.

 

In questo articolo:

 

  • Fincantieri, effetto Indonesia sui ricavi ma margini in crescita
  • Backlog ai massimi, Fincantieri accumula ordini per 74 miliardi
  • Fincantieri alza la guidance 2026

 

Fincantieri, effetto Indonesia sui ricavi ma margini in crescita

Secondo i dati diffusi dalla società, i ricavi del periodo si attestano a 2.135 milioni di euro, rispetto ai 2.376 milioni del primo trimestre 2025. La riduzione riflette il venir meno del contributo one-off dell’esercizio precedente, riconducibile all’ordine per due unità PPA/MPCS per la Marina Militare indonesiana divenuto efficace a inizio 2025. Al netto di tale componente, i ricavi del trimestre sarebbero in crescita del 6% su base annua. L’Ebitda si porta a 159 milioni di euro, rispetto ai 154 milioni del corrispondente periodo 2025, sostenuto dall’incremento della redditività in tutti i segmenti operativi. Il segmento Underwater registra la performance più rilevante: ricavi a 135 milioni (+43,3%) ed Ebitda a 23 milioni (+44,0%), con un margin al 17,1%. Le navi da crociera nel perimetro Shipbuilding segnano ricavi a 1.220 milioni (+16,8%), con redditività in forte espansione. Secondo l’amministratore delegato e direttore generale Pierroberto Folgiero, il trimestre evidenzia “un significativo miglioramento della redditività, con una crescita dei margini in tutti i segmenti operativi”.

 

Backlog ai massimi, Fincantieri accumula ordini per 74 miliardi

Il backlog si attesta a 42,7 miliardi di euro al 31 marzo 2026, in crescita del 3,9% rispetto a fine 2025, mentre il soft backlog raggiunge 31,5 miliardi, dai 22,1 miliardi di dicembre: sommati, i due aggregati portano il carico di lavoro complessivo a 74,2 miliardi di euro, il livello più alto mai registrato dal gruppo. I contratti finalizzati nei primi quattro mesi dell’anno superano già il target annuale da 11 miliardi di euro comunicato al Capital Markets Day di febbraio 2026, a conferma del “forte momentum commerciale”, come sottolineato da Folgiero.

Tra le acquisizioni rilevanti figurano tre nuove navi da crociera della classe Voyager per Princess Cruises, alimentate a GNL, con consegne nel 2035, 2038 e 2039, oltre a ordini con Viking per due navi expedition e con NCLH per tre unità di nuova generazione. Sul fronte della difesa, la controllata americana Fincantieri Marine Group si è aggiudicata il primo contratto nell’ambito del programma Medium Landing Ship della U.S. Navy, per un valore iniziale di circa 30 milioni di dollari, propedeutico ai successivi contratti di costruzione.

“La performance commerciale segna un nuovo traguardo, con un carico di lavoro più alto di sempre, pari a 74,2 miliardi di euro, che garantisce una visibilità sulle consegne ulteriormente estesa fino al 2039, con prospettive operative estremamente profonde e strutturali non solo per i cantieri del gruppo, ma per l’intera filiera”, ha aggiunto Folgiero.

 

Fincantieri alza la guidance 2026

Un portafoglio ordini di questa profondità si riflette inevitabilmente anche sulla struttura finanziaria del gruppo, che nel trimestre ha registrato un miglioramento deciso. La posizione finanziaria netta adjusted migliora significativamente a 771 milioni di euro a fine marzo, dai 1.311 milioni di fine 2025, con un rapporto Pfn adjusted/Ebitda ltm sceso a 1,1x da 1,9x. Il miglioramento incorpora l’effetto dell’aumento di capitale da circa 500 milioni di euro concluso a febbraio 2026; escludendo tale componente, la posizione finanziaria netta adjusted si attesterebbe a 1.249 milioni, con un rapporto di indebitamento pari a 1,8x.

Alla luce dei risultati conseguiti, Fincantieri ha deciso di alzare le stime per l’intero 2026: ricavi attesi tra 9,3 e 9,4 miliardi di euro (da 9,2-9,3 miliardi), Ebitda tra 700 e 710 milioni (da circa 700 milioni), Ebitda margin intorno al 7,5%, utile netto tra 140 e 180 milioni di euro. Il rapporto di indebitamento è confermato a 2,0x, o 1,3x includendo l’aumento di capitale.

“Alla luce dei risultati conseguiti e della visibilità sul portafoglio ordini, abbiamo rivisto al rialzo la guidance per il 2026, rafforzando ulteriormente le aspettative di crescita economica e finanziaria. Con 94 navi in portafoglio e 5 unità consegnate da 5 stabilimenti nel trimestre, nei primi mesi dell’anno sono stati inoltre conclusi contratti per un valore già superiore all’intero target 2026 di 11 miliardi di euro”, ha dichiarato l’amministratore delegato Pierroberto Folgiero. Lo sguardo è già proiettato oltre il 2026: “Guardiamo al futuro con fiducia, forti di un portafoglio ordini senza precedenti e di una visibilità operativa estesa nel lungo periodo che, in coerenza con il Piano Industriale 2026–2030, rafforza il ruolo di Fincantieri come piattaforma industriale di riferimento nei settori della navalmeccanica ad alta complessità e nelle tecnologie del mare”.

 

Immagine di Hillary Di Lernia

Hillary Di Lernia

Classe 1994 e laureata in scienze della comunicazione, si è specializzata in sociologia conseguendo successivamente un master in criminologia. Giornalista pubblicista, ha collaborato con diverse testate finanziarie tra cui Bluerating e Milano Finanza, occupandosi di risparmio gestito e approfondimenti sui mercati finanziari. Oggi svolge anche la professione di criminologa e giornalista d’inchiesta, con particolare attenzione alle dinamiche sociali, economiche e criminali.

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