Fincantieri: spese militari possono spingere azioni al rialzo?
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Fincantieri: spese militari possono spingere azioni al rialzo?

Fincantieri: spese militari possono spingere il titolo al rialzo?

Con una Piazza Affari che si muove sotto la parità spicca il rialzo delle azioni Fincantieri. Il titolo si mette in luce perché potrebbe continuare a beneficiare di quelle spese militari che molti Paesi stanno aumentando. Con lo scenario geopolitico che sta mutando, in scia alla guerra Russia-Ucraina, la ricaduta che si potrebbe avere sul settore Difesa non potrà che essere positivo.

Al riguardo ulteriori novità importanti sono giunte nelle ultime ore anche da oltreoceano. Nello specifico il presidente Joe Biden ha dichiarato che 813 miliardi di dollari (+4% rispetto all’anno in corso), che fanno parte di quel budget da 5.800 miliardi per l’anno fiscale 2023, saranno appunto destinati alla Difesa.

In questo contesto non è una sorpresa vedere che Fincantieri, per evitare di farsi trovare impreparata, starebbe accelerando sul business militare che al momento vale il 25% del fatturato. L’obiettivo è quello di aumentare il segmento delle navi militari che dovrebbero passare dall’attuale 31% al 40%. Questo target potrebbe essere raggiunto grazie sia al rinnovo della flotta della Marina Miliare Italiana che alle commesse ricevute dal Ministero della Difesa del Qatar.

 

Azioni Fincantieri: analisi tecnica e strategie operative

Vediamo ora quali sono i suggerimenti che ci arrivano dallo studio del grafico del titolo. Il recupero innescatosi tra fine febbraio ed inizio marzo, dai minimi di periodo posti in area 0,45 euro , si è spinto nelle ultime sedute a contatto con le forti resistenze e top del 2022 situati nei pressi degli 0,64-0,65 euro. Dal punto di vista operativo sarà solo con il superamento di questi livelli che il titolo Fincantieri invierebbe un segnale di forza, aumentando la possibilità di una prosecuzione del movimento in atto verso i prossimi target rialzisti situati sulla soglia degli 0,7-0,71 euro.

Al contrario una mancata conferma oltre gli 0,65 euro indebolirebbe almeno nel breve termine il titolo, che potrebbe andare incontro a prese di beneficio con primi target ribassisti posti in area 0,6 euro e a seguire 0,58-0,5750 euro. Solo dinanzi ad un ulteriore discesa sotto quest’ultimi livelli, che si avrebbero nuove vendite in direzione degli 0,55 euro prima di un test nei pressi degli 0,5 euro.

 

 

AUTORE

Pietro Origlia

Pietro Origlia

Pietro Origlia, trader indipendente, ha iniziato ad interessarsi dei mercati finanziari all'inizio del 2000, facendone poi una professione tra il 2005-2006. Specializzato nel trading multiday (azioni, valute e materie prime) opera essenzialmente sul mercato italiano. Ha partecipato a vari eventi e manifestazioni in qualità di relatore. Dal 2017 è anche Giornalista Pubblicista. Da gennaio 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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