Fondi pensione: ecco come avviene la tassazione - Borsa&Finanza

Fondi pensione: ecco come avviene la tassazione

Tassazione fondi pensione: ecco come avviene

I fondi pensione hanno la caratteristica peculiare di avere delle agevolazioni fiscali a determinate condizioni. Vediamo nel dettaglio quali sono con una guida che illustra tutte le caratteristiche della tassazione.

 

I fondi pensione: cosa sono e come funzionano

I fondi pensione rappresentano uno strumento di risparmio di lungo periodo che ha una finalità ben precisa: integrare la rendita della pensione obbligatoria. La loro funzione è essenzialmente quella di coprire il divario dal punto di vista previdenziale tra quanto percepito quando si smette di lavorare e l’ultimo reddito lavorativo ottenuto. La scelta di aderire ai fondi pensione per la pensione integrativa è sempre libera e aperta a tutte le categorie di lavoratori, così come ai non lavoratori, compresi studenti e soggetti fiscalmente a carico.

I fondi pensione funzionano nel seguente modo: viene scelto intanto quello che più si adatta alle proprie esigenze; in secondo luogo, si effettua un piano di versamenti periodici dove si decidono l’importo e la frequenza in funzione dei propri obiettivi e delle proprie disponibilità economiche. Tali versamenti possono essere sospesi e ripresi in altri momenti. In alternativa, si può non pianificare il tutto, ma contribuire in maniera libera di anno in anno.

 

Tassazione: caratteristiche e funzionamento

I fondi pensione sono assoggettati a imposta sostitutiva del 20% sul risultato netto di gestione maturato alla fine di ogni anno di imposta. Per quanto invece concerne la tassazione delle prestazioni erogate dal fondo bisogna distinguere a seconda della tipologia delle stesse. A tal proposito queste possono riguardare:

 

  • capitale;
  • rendita;
  • riscatto parziale o totale;
  • anticipazioni;
  • rendita integrativa temporanea anticipata.

 

La prestazione del capitale può riferirsi soltanto al 50% del montante realmente esistente accumulato al netto delle anticipazioni richieste e non integrate. Se il 70% del montante convertito in rendita vitalizia è inferiore al 50% dell’ammontare dell’assegno sociale, l’importo può essere erogato interamente sotto forma di capitale. La tassazione riguardo il capitale è del 15% attraverso una ritenuta a titolo di imposta che viene applicata dal fondo che funge da sostituto di imposta. L’aliquota viene ridotta di 0,30 punti percentuali per ogni anno di permanenza nel fondo a partire dal quindicesimo per un massimo di 6 punti. Ciò significa che la tassazione minima del capitale erogato sarà comunque del 9%. Ai fini dell’applicazione dell’imposta, dal capitale sono dedotti i redditi già assoggettati a imposta e i contributi versati per scelta in sostituzione degli importi dovuti per premi di risultati.

La tassazione che concerne la rendita è la medesima di quella attinente al capitale: aliquota del 15% con riduzione di 0,30 punti percentuali per ogni anno di partecipazione al fondo dopo il quindicesimo fino ad un massimo di 6 punti percentuali. Si applicano anche le stesse deduzioni di cui sopra. C’è da dire che sono soggetti a tassazione con aliquota del 26% tutti i rendimenti finanziari conseguiti dopo la maturazione del diritto alla prestazione pensionistica sotto forma di rendita. La ritenuta del 15% è applicata dalla compagnia di assicurazione a cui il fondo pensione demanda il compito per il calcolo della rendita.

Lo stesso meccanismo di tassazione riguarda il caso in cui vi è il riscatto parziale o totale delle somme spettanti al partecipante al fondo perché vengono meno le condizioni di partecipazioni allo stesso. Ciò può avvenire:

 

  • nel caso di cessazione dell’attività lavorativa che comporti un periodo di inoccupazione dai 12 ai 48 mesi. In questa circostanza il riscatto è possibile solo per il 50% della somma maturata;
  • nel caso di cessazione dell’attività lavorativa per invalidità permanente o che comporti un periodo di inoccupazione superiore ai 48 mesi. A questo punto il riscatto può avvenire per la totalità della somma maturata.

 

Se il partecipante al fondo richiede delle anticipazioni, la tassazione applicata diverge a seconda del tipo di anticipazione richiesta. A tal proposito si possono configurare le seguenti situazioni:

 

  • anticipazioni per spese sanitarie per patologie gravi e urgenti o per interventi e terapie straordinari riconosciuti dalle strutture sanitarie pubbliche che riguardano sé stessi e i propri figli. In queste circostanze è possibile richiedere fino al 75% del montante maturato netto, ossia una volta dedotti i redditi già assoggettati a tassazione e i contributi volontari versati in sostituzione dei premi di risultato. Sull’importo risultante viene applicata l’aliquota del 15% che si riduce di 0,30 punti percentuali per ogni anno di permanenza al fondo oltre il quindicesimo;
  • anticipazioni per l’acquisto della prima casa per sé o i propri figli, documentato dall’atto del notaio, o per interventi di manutenzione e realizzazione della stessa. Qui è possibile chiedere anche fino al 75% del montante al netto dei redditi già assoggettati a tassazione e i contributi volontari versati in sostituzione dei premi di risultato. Sul risultato però viene applicata la tassazione del 23% senza alcuna riduzione;
  • anticipazioni per altre esigenze del partecipante al fondo. Sull’importo erogato che non può essere mai superiore al 30% del montante netto, viene imposta una tassazione del 23% senza alcuna riduzione.

 

Il cumulo delle anticipazioni richieste non può mai eccedere il 75% del montante e le anticipazioni possono essere reintegrate in qualsiasi momento dal partecipante. Le ritenute sono sempre effettuate dal fondo pensione che eroga le prestazioni.

La rendita integrativa temporanea anticipata è prevista per:

 

  • i lavoratori che cessano l’attività lavorativa e maturano l’età per la pensione di vecchiaia entro i 5 anni successivi e che hanno effettuato contributi per almeno 20 anni nella previdenza obbligatoria e 5 anni in quella complementare;
  • i lavoratori che risultano inoccupati da oltre 24 mesi e che maturano l’età per la pensione di vecchiaia entro i 10 anni successivi e che hanno effettuato contributi per almeno 5 anni nella previdenza complementare.

 

Tale rendita consiste difatti nell’erogazione frazionata del capitale maturato ed è assoggettata ad una tassazione del 15%, con riduzione di 0,30 punti percentuali per ogni anno di permanenza al fondo successivo al quindicesimo. È sempre data la possibilità al percettore della rendita integrativa temporanea anticipata di non avvalersi di tale imposta sostitutiva, ma di portare in dichiarazione la rendita assoggettandola a tassazione ordinaria.

 

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Redazione

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