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Fondi pensione USA: l’inflazione fa aumentare i costi

Fondi pensione USA: l'inflazione fa aumentare i costi

L’inflazione quest’anno risulterà essere molto costosa per i fondi pensione americani. L’aumento dei prezzi infatti farà crescere gli assegni pensionistici da pagare ai pensionati. In base a uno studio effettuato dalla National Association of State Retirement Administrators, con un indice dei prezzi al consumo che è arrivato al 7,5%, alcuni fondi stanno aumentando le pensioni di oltre il 3% per la prima volta negli ultimi 10 anni. Con un livello di inflazione molto basso per tanto tempo, gli istituti pensionistici hanno potuto beneficiare di costi limitati e alti profitti. Adesso invece molti sistemi pensionistici registreranno quest’anno perdite con l’adeguamento del costo della vita. Il problema fondamentale è che le pensioni sono agganciate all’ultimo stipendio percepito e se questo cresce per effetto dell’aumento dei prezzi, l’assegno sborsato si adegua di conseguenza. Quindi potrebbe risultare particolarmente alto, essendo che va dal 50% al 90% dell’emolumento.

 

 

Fondi pensione: cattiva gestione ha fatto aumentare costi di finanziamento

Entrando nel dettaglio, ad esempio il fondo pensionistico della polizia e dei vigili del fuoco di Los Angeles da 28 miliardi di dollari dovrà pagare decine di milioni di dollari in più rispetto al previsto, per via dell’adeguamento all’alto costo della vita, quando invece l’anno scorso ha ottenuto un guadagno inaspettato di 264 milioni di dollari. Un fondo pensione locale della città di Windsor che comprende 30.000 persone iscritte, quest’anno paga 410 mila dollari al mese ai suoi 250 pensionati, ma ben 63 mila dollari derivano dagli aumenti dei prezzi al consumo. Eppure per cercare di arginare il fenomeno, il fondo ha preso alcune contromisure negli anni, tipo la chiusura del piano alle nuove assunzioni e l’aumento dei contribuiti dei lavoratori. Altri fondi invece sono ricorsi a pagamenti una tantum per limitare i costi. Dopo la crisi del 2008, oltre 30 sistemi pensionistici statali hanno cercato di modificare gli adeguamenti del carovita per ridurre le spese, tuttavia nel complesso si trovano ad avere 740 miliardi di dollari in meno rispetto a quanto occorre per coprire gli assegni futuri, in base a una stima 2021 di Pew Charitable Trust, una organizzazione non governativa no profit indipendente. Questo nonostante oltre un decennio di guadagni. Il problema è stato che i costi di finanziamento sono aumentati molto, perché la gestione dei fondi è stata orientata a investire in mercati privati alla caccia di maggiori rendimenti. Tuttavia, questi mercati sono per definizione meno liquidi rispetto a quelli pubblici, di conseguenza l’affidabilità creditizia è venuta meno, facendo appesantire le condizioni per ottenere finanziamento.

 

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