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Fondo pensione o assicurazione vita: quale scegliere?

Fondo pensione o assicurazione vita: quale scegliere?

Nell’ambito della previdenza integrativa a volte un soggetto si trova indeciso se scegliere tra un fondo pensione o un’assicurazione vita. Entrambe le formule offrono la possibilità di accumulare un capitale negli anni per ottenere a certe condizioni una prestazione futura in termini di capitale e/o di rendita futura. Quindi, rispondono all’esigenza di garantirsi una maggiore sicurezza economica in età avanzata attraverso una certa protezione finanziaria. Tuttavia, i due istituti sono diversi e presentano vantaggi e inconvenienti. In questa guida analizzeremo nel dettaglio quali sono i punti di forza e di debolezza delle due forme di previdenza, mettendo in luce le caratteristiche tecniche, le analogie e le differenze.

 

Fondo pensione: cos’è e come funziona

Il fondo pensione rappresenta una forma di risparmio di lungo periodo che permette di ottenere un’entrata economica aggiuntiva quando si raggiunge l’età pensionabile. In sostanza, un soggetto durante l’attività lavorativa può decidere di versare periodicamente a propria scelta dei contributi che si accumulano e vengono gestiti dal fondo. A seconda del veicolo finanziario scelto, il denaro viene investito in assets a basso rischio come obbligazioni e titoli di Stato, oppure in strumenti più rischiosi come le azioni con l’obiettivo di ottenere rendimenti attesi maggiori a lungo termine.

La gestione è affidata a società specializzate nel settore finanziario che sono sottoposte alla vigilanza e al controllo da parte della Banca d’Italia, della Consob e della COVIP (Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione). La scelta di tali fondi va fatta tenendo in considerazione vari fattori, tra cui la propensione al rischio, le disponibilità di capitali, le aspettative e anche la società che gestisce il patrimonio.

 

Assicurazione vita: cos’è e come funziona

L’assicurazione vita è una forma di risparmio in cui un soggetto versa dei premi periodici a una compagnia di assicurazione, la quale corrisponde un capitale al verificarsi di un certo evento. Il caso più comune è quello dell’assicurazione caso morte, dove la prestazione viene erogata a un beneficiario in caso di morte dell’assicurato. Le altre fattispecie riguardano: il caso vita, in cui la prestazione è corrisposta se dopo una certa scadenza l’assicurato è ancora in vita; le assicurazioni miste che mettono insieme il caso morte e il caso vita, e possono prevedere la corresponsione di una prestazione anche se subentra un’invalidità permanente, una malattia grave o un infortunio.

Le assicurazioni caso morte non prevedono il riscatto anticipato del capitale, mentre nelle altre due forme è possibile entrare in possesso del denaro accumulato prima della scadenza subendo una penale stabilita contrattualmente. I premi versati sono previsti dal contratto e dipendono da una serie di fattori come l’età dell’assicurato, le sue condizioni di salute, la durata del contratto, la somma assicurata e tutto ciò che può influire sulla verifica dell’evento. Le somme versate vengono modificate se durante la vita del contratto subentrano delle condizioni che cambiano lo stato delle cose, tipo il sopraggiungere di una malattia che altera lo stato di salute dell’assicurato o l’attuazione di sport pericolosi dello stesso.

La scelta di un’assicurazione vita dipende da molti aspetti che riguardano la condizione fisica, patrimoniale e familiare dell’assicurato, nonché le esigenze future. Una situazione classica è quella di una famiglia monoreddito in cui l’assicurato stipula un contratto di assicurazione vita che garantisce un sostegno economico ai propri familiari qualora dovesse decedere anzitempo.

 

Fondo pensione e assicurazione vita: analogie e differenze

Nella scelta tra fondo pensione e polizza vita non si può prescindere da quelle che sono le esigenze personali, la condizione finanziaria propria e dei propri familiari, nonché dalle caratteristiche che il singolo prodotto presenta. Per aiutare nella scelta è bene tenere presenti le analogie e le differenze tra i due strumenti. Proprio dalle prime si possono scorgere le seconde. Vediamole di seguito nel dettaglio:

 

Integrazione di una fonte di entrata

Sia il fondo pensione che l’assicurazione vita possono garantire una forma di integrazione alla pensione o a un reddito, ma c’è da fare un distinguo importante. Nel fondo pensione il beneficiario è colui che versa i contributi e otterrà un capitale o una rendita nel momento in cui andrà in pensione, salvo riscatto anticipato. Nell’assicurazione vita caso morte bisogna distinguere tra chi versa i premi, l’assicurato (che non sempre coincide con il contraente) e il beneficiario, che è colui che incassa la prestazione dalla compagnia di assicurazione.

 

Impignorabilità del capitale accumulato

I contributi o premi che vengono versati non sono pignorabili da terzi soggetti. Tuttavia, questo vantaggio nei fondi pensione esiste solo durante la fase di accumulo, ma non se il capitale viene riscattato anticipatamente all’età pensionabile. La ratio dell’impignorabilità viene spiegata dall’art.11 del D.lgs. 252/2005, che specifica come il fondo pensione rappresenti un patrimonio autonomo rispetto a quello dell’ente che lo gestisce. Nelle polizze vita vi è anche questa protezione, ma non in tutte. Per la precisione, il capitale delle polizze vita tradizionali come quelle caso morte è impignorabile. Lo stesso non avviene per le forme di assicurazione che perseguono più che altro uno scopo finanziario tipo le unit linked, le index linked e le polizze vita rivalutabili.

 

Vantaggi fiscali

Aderire a un fondo pensione o stipulare un contratto di assicurazione sulla vita porta a indubbi vantaggi sotto il profilo fiscale. Con il fondo pensione è possibile portare in deduzione i contributi versati in sede di dichiarazione dei redditi per abbattere la base imponibile. Sulle prestazioni erogate in forma di capitale e/o rendita la tassazione applicata è del 15%, che viene ridotta di 0,30 punti percentuali per ogni anno di permanenza nel fondo a partire dal quindicesimo per un massimo di 6 punti. Ciò significa che la tassazione minima del capitale erogato sarà comunque del 9%.

Per quanto riguarda l’assicurazione vita il premio versato per le coperture di puro rischio è detraibile dall’IRPEF. La detrazione fiscale spetta nella misura del 19% del premio versato, entro il limite di 530 euro, che sale a 750 euro nel caso la polizza sia stipulata a favore di persone con disabilità grave.

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Redazione

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