Foti (Fineco): in Italia un nuovo modo di fare consulenza

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

L’Italia dei risparmiatori si sta evolvendo. Piano piano e con tante difficoltà si sta trasformando in un’Italia di investitori. Il percorso da fare è ancora lungo, ma le osservazioni di Alessandro Foti, amministratore delegato di Fineco, rilasciate nel corso della presentazione alla stampa dei risultati trimestrali della banca online, indicano che la via è stata intrapresa. “Negli anni scorsi abbiamo assistito a un’accelerazione della digitalizzazione nel Paese, che in ambito finanziario ha reso più semplice sia accedere ai mercati globali sia confrontare con semplicità le caratteristiche e i costi delle diverse offerte. Questo ha aperto la strada a nuove esigenze delle famiglie e al superamento di quella distinzione netta che separava gli investimenti dall’attività di brokeraggio” ha affermato Foti.

FinecoBank, che si è mossa con tempismo con questo terreno grazie alla controllata Fineco Asset Management, alla rete di consulenti finanziari e allo sviluppo della nuova categoria degli “investitori attivi”, raddoppiati rispetto alla media del periodo 2018-2019, può cogliere ora i risultati della sua strategia. In particolare, sugli investitori attivi Foti ha precisato: “Non si tratta di utenti professionali in quanto limitano la loro attività a tre operazioni mensili in media. Inoltre hanno, nella maggior parte dei casi, un rapporto aperto con uno dei nostri consulenti finanziari. Utilizzano quindi la piattaforma di brokerage solo per una parte limitata del proprio patrimonio”.

 

La crescita della consulenza evoluta

Testimonianza del successo del “nuovo modo di fare consulenza” è la crescita dei consulenti remunerati per la loro attività e non dalle commissioni sui prodotti venduti. La “consulenza evoluta” ha raggiunto una raccolta di 1,2 miliardi di euro nel secondo trimestre 2024 contro gli 800 milioni del trimestre precedente e oggi, con 31,2 miliardi di euro, rappresenta il 51%, e quindi per la prima volta la maggioranza, del totale del patrimonio gestito.

“Nel 2010 abbiamo introdotto per primi in Italia la consulenza a parcella con il servizio AdvicePlus – ha commentato Foti – e la nostra rete di professionisti ha storicamente guardato con particolare attenzione a questa forma di consulenza, che da parte nostra consideriamo il futuro per il settore. Oggi i clienti, in particolare quelli di fascia più elevata, stanno apprezzando le possibilità di personalizzazione offerte da una piattaforma che integra oltre 2.000 ETF, più di 1.300 bond, azioni e certificati insieme ai fondi d’investimento”.

La maggiore richiesta di consulenza si è riflessa nell’aumento degli asset nel portafoglio dei consulenti Fineco, in media pari a 38,2 milioni di euro (34,3 a gennaio 2024). Il patrimonio gestito è salito del 9,9% rispetto allo stesso periodo del 2023. Alessandro Foti ha sottolineato come questa crescita sia diffusa sull’intera rete, “anche sui giovani che stanno iniziando il loro percorso professionale. La nostra strategia di reclutamento non si concentra unicamente su professionisti esperti, ma puntiamo a rappresentare una porta d’ingresso verso la professione per gli under 35. Secondo i dati OCF, la nostra rete di consulenza è al primo posto in Italia come percentuale di giovani professionisti e abbiamo raggiunto questo risultato anche grazie al contributo dell’iniziativa chiamata Progetto Giovani. Si tratta di un percorso che da oltre un decennio offre un supporto economico e una guida nei primi anni di attività, favorendo il rinnovamento della categoria”. Al 30 giugno 2024 la rete di consulenti Fineco conta su 2.982 consulenti.

 

Il grafico a barre verticali mostra la crescita della categoria degli investitori attivi nel corso degli anni
Gli investitori attivi di FinecoBank – Fonte: FinecoBank

Private banking sempre più rilevante per Fineco

Il private banking è un’altra delle linee di crescita di FinecoBank. I patrimoni dei clienti private, con capacità patrimoniale superiore a 500.000 euro, hanno raggiunto quota 61,8 miliardi di euro nel primo semestre del 2024, con una crescita regolare nel corso degli anni che porta a un totale di +178% dal 2016. Un tasso di crescita triplo rispetto a quello registrato dal private banking in Italia (+50,9% dal 2016 a oggi) secondo i dati dell’Associazione italiana private banking (AIPB).

“L’interesse verso l’offerta di Fineco da parte della clientela di fascia più elevata si spiega da un lato con la ricerca della maggiore efficienza e dall’altro con una spinta verso gli investimenti, che rappresenta un tema ricorrente per la nostra clientela” ha illustrato Alessandro Foti, sottolineando come poco meno della metà (il 49%) del portafoglio dei clienti private sia in risparmio gestito, il 41% in amministrato e il 10% in liquidità, “il livello più basso dell’ultimo decennio”. L’amministratore delegato di Fineco ritiene che l’efficienza del servizio e la componente tecnologica che caratterizza il gruppo bancario possano “migliorare ulteriormente la capacità di attrazione di Fineco, anche alla luce del passaggio generazionale in corso, che farà sorgere nuove esigenze”.

Il grafico a barre verticali mostra la crescita percentuale del private banking all'interno del risparmio gestito di FinecoBank
Cresce l’importanza del private banking – Fonte: FinecoBank
Immagine di Alessandro Piu

Alessandro Piu

Direttore responsabile di Borsa&Finanza da gennaio 2025, è entrato a far parte della redazione nel giugno 2022. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari