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Franco svizzero: indebolito da SNB ma potrebbe durare poco

Le fasi iniziali della conferenza stampa della SNB, con il governatore Thomas Jordan

Il franco svizzero ha perso visibilmente terreno ieri sul mercato valutario dopo la riunione della SNB – la Banca centrale svizzera – che ha confermato i tassi di interesse all’1,75%. Il mercato scontava un rialzo di 25 punti base al 2%. Subito dopo la comunicazione della Swiss National Bank l’eur/chf è scivolato da 0,9578 di inizio giornata fino a un minimo di seduta a 0,9676, una variazione pari a un punto percentuale netto. Contro il dollaro USA il franco svizzero è passato da 0,8992 di inizio giornata a 0,9078 di massimo.

In seguito parte di questo rialzo dell’euro nei confronti del franco è rientrato. Il governatore della SNB Thomas Jordan ha infatti chiarito, nel corso della conferenza stampa seguente alla riunione non ha escluso ulteriori inasprimenti: “La pressione inflazionistica di fondo, anche a causa dell’elevata inflazione all’estero, è ancora aumentata. In tale contesto vi è il rischio che l’inflazione in Svizzera permanga sostenuta a medio termine, in seguito a effetti di secondo impatto”.

 

Franco svizzero: svalutazione non gradita alla SNB

L’indebolimento del franco svizzero potrebbe avere limiti molto stretti. Già nel corso della seduta di ieri, come detto, si è assistito a un recupero dopo le vendite iniziali. Inoltre la stessa SNB si è impegnata a limitare i movimenti al ribasso della valuta domestica.

La svalutazione del franco svizzero è sgradita alla Banca centrale in quanto rende più difficile la battaglia contro la crescita dei prezzi al consumo. Un franco debole importa inflazione dai paesi con cui la Confederazione ha rapporti economici, quindi principalmente con l’area euro dove i CPI sono ancora elevati, 5,2% ad agosto secondo le rilevazioni di Eurostat.

“Dall’inizio dell’anno – ha dichiarato il governatore della SNB Jordan – il franco ha guadagnato circa il 4% su base ponderata per il commercio estero. Tale apprezzamento ha contribuito ad attenuare l’inflazione importata dall’estero e a frenare così l’aumento dei prezzi in Svizzera”.

Ha poi ribadito che “negli ultimi mesi, abbiamo proceduto a operazioni di vendita al fine di assicurare condizioni monetarie adeguate. Anche in futuro venderemo valuta estera se risulterà opportuno sul piano della politica monetaria. Viceversa, ribadiamo anche la nostra disponibilità ad acquistarne qualora fosse necessario, cioè nel caso di un’eccessiva pressione all’apprezzamento sul franco”.

 

Solo un vuoto d’aria per la valuta elvetica

“Per il franco svizzero quello visto ieri potrebbe essere un vuoto d’aria temporaneo” ha commentato Enrico Lanati, editore di questa testata e cambista di CambiaValute.ch, società leader nel cambio valutario tra franco svizzero, euro e dollaro.

“Pur essendo l’inflazione in Svizzera non comparabile, per livello, con quella dell’eurozona, la SNB non vuole rischiare di vedere i prezzi salire troppo. Quindi rimane pronta a intervenire sia nelle prossime riunioni, se necessario, sul fronte tassi di interesse, sia sul mercato valutario con vendite di valuta estera per evitare un deprezzamento indesiderato del franco svizzero”.

A ciò si aggiunge, secondo l’esperto di CambiaValute.ch, il fatto che la BCE ha segnalato nell’ultima riunione che il livello attuale raggiunto dai tassi di interesse è sufficiente al raggiungimento degli obiettivi di discesa dell’inflazione. “Un’affermazione che dovrà essere messa alla prova dei dati ma che i mercati hanno accolto come una svolta verso la fine dei rialzi” conclude Lanati.

Graficamente il cambio eur/chf è ancora inserito in un trend discendente originatosi a inizio anno. Anche se il movimento a cui si è assistito ieri è stato forte, è servito solo ad avvicinare dei livelli dinamici e statici importanti dove la SNB potrebbe intervenire per contenere la svalutazione della propria moneta.

Il grafico mostra l'andamento del cambio tra euro e franco svizzero con il trend discendente in essere dai primi mesi dell'anno
L’andamento del cambio eur/chf – fonte: Bloomberg

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Alessandro Piu

Giornalista, scrive di economia, finanza e risparmio dal 2004. Laureato in economia, ha lavorato dapprima per il sito Spystocks.com, poi per i portali del gruppo Brown Editore (finanza.com; finanzaonline.com; borse.it e wallstreetitalia.com). È stato caporedattore del mensile Wall Street Italia. Da giugno 2022 è entrato a far parte della redazione di Borsa&Finanza.

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