Gas naturale: in Germania scatta il piano di emergenza - Borsa e Finanza

Gas naturale: in Germania scatta il piano di emergenza

Gas naturale: in Germania scatta il piano di emergenza

La decisione della Russia di imporre il pagamento delle forniture di gas naturale in rubli all’Occidente ha fatto scattare la fase di allerta precoce in Germania. Questa si riferisce alla prima delle 3 fasi di diversa gradazione emergenziale di una legge sul gas per far fronte a gravi carenze energetiche. Ciò arriva dopo che i Paesi del G7 hanno rigettato senza indugi la direttiva di Vladimir Putin.

Cosa prevede la fase di allerta precoce? In questa situazione vi è un organo di crisi rappresentato dal Ministero dell’Economia, dall’Autorità di regolamentazione e dal settore privato che avrà il compito di controllare le importazioni e lo stoccaggio di gas naturale. Qualora ci dovesse essere una carenza di forniture, si procederebbe alla fase 2 dove l’equilibrio normale è stato significativamente alterato e quindi il Governo si adopera per correzioni con misure tipo la riduzione dei consumi. La terza fase è quella dell’emergenza totale dove viene deciso come redistribuire le rimanenti forniture di gas, tendenzialmente estromettendo parte dell’industria tedesca dalla rete di trasmissione di energia per dare la priorità alle famiglie.

 

Gas naturale: cosa significa per la Germania il piano di emergenza

Cosa comporterà l’applicazione dello stato di emergenza in Germania? Berlino in questo momento è quasi ai minimi di 4 anni riguardo il riempimento degli impianti di stoccaggio del gas, con il 26,5% della capacità. Il punto più basso lo ha raggiunto all’inizio del mese di marzo quando è riuscito a coprire appena il 24,6% del totale. Per garantire le forniture alla popolazione durante l’inverno, l’Unione Europea aveva fissato nei primi giorni di novembre 2021 come obiettivo la copertura dell’80% dei siti di stoccaggio di gas naturale.

Secondo Thomas Rodgers, analista del gas europeo presso ICIS, società di consulenza energetica, tale target sarà difficile da raggiungere, perché impone che i flussi russi procedano senza interruzioni e l’Europa superi l’Asia per far arrivare i carichi di GNL. Ad ogni modo la Germania sta provando altre strade per affrancarsi dal gas russo. Nelle ultime settimane ad esempio le importazioni sono scese dal 55% della media degli ultimi anni al 40%, con il Paese concentrato maggiormente sull’approvvigionamento di GNL da altre Nazioni.

Il Governo tedesco ha fissato obiettivi ben precisi in merito alle risorse energetiche, ovverosia la completa indipendenza dal petrolio e dal gas di Mosca rispettivamente entro la fine del 2022 ed entro la fine del 2024. Tutto questo però prevede un periodo ponte dove la questione dell’approvvigionamento deve essere gestita. Quindi, tornando alla domanda iniziale, se si dovesse realmente materializzare un calo delle forniture dalla Russia, le conseguenze per la Germania sarebbero non troppo confortanti.

Volker Wieland, professore di economia all’Università di Francoforte e membro del consiglio tedesco dei consulenti economici, ha stimato al riguardo che il rischio di recessione sarebbe concreto e porterebbe l’inflazione del Paese quasi al raddoppio rispetto al livello attuale.

 

Gas russo: da domani verrà pagato in rubli?

Molti comunque si stanno chiedendo quando effettivamente si concretizzerà la minaccia di Putin sui pagamenti in rublo delle forniture di gas naturale. Quando è stata annunciata la novità si parlava di una settimana, quindi oggi dovrebbe essere in teoria l’ultimo giorno in cui i pagamenti possono essere fatti in dollari ed euro.

Le cose però non sembrano così semplici. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto che le nuove regole non entreranno in vigore domani, perché i pagamenti e le consegne riguardano un processo che copre un certo periodo di tempo. Si tratta di un passo indietro? Peskov ha smentito affermando che la Russia sta studiando la possibilità di estendere queste regole anche alle esportazioni di grano, fertilizzanti, metalli, legno e petrolio.

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Post correlati

Coinbase: Cathie Wood non perde la fiducia e accumula azioni

Calpers: ecco cosa ha comprato e venduto il più grande fondo pensione USA

McDonald’s lascia la Russia: a Wall Street cosa fare con titolo?

Grano: l’India vieta l’export e i prezzi salgono al massimo da 2 mesi

Toshiba: 10 investitori in lizza per l’acquisizione della società