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Gas naturale: la nuova accelerazione avvicina la recessione in Europa

Gas naturale: la nuova accelerazione avvicina la recessione in Europa

Da stamattina alle 8:30 il future sul gas naturale TTF di Amsterdam, ha messo a segno un rialzo di circa il 6%, arrivando a toccare a metà mattina quota 286 euro per megawattora. La nuova accelerazione ricorda all’Europa quanto l’autunno e l’inverno siano vicini e una crisi energetica, a base di razionamenti, sia prossima. Come conseguenza non secondaria, bisognerà dire addio alle speranze che l’inflazione abbia raggiunto il suo picco nel Vecchio continente, Gran Bretagna compresa. Qualche speranza sulla svolta dei prezzi al consumo rimane negli Stati Uniti dove il dato di luglio è uscito all’8,6%, inferiore rispetto al mese precedente e alle attese.

 

Le banche centrali avranno ancora la mano pesante sui tassi

In vista dell’appuntamento di Jackson Hole, dove i banchieri centrali di tutto il mondo si incontreranno da venerdì per discutere della difficile situazione, la pressione sui prezzi del gas naturale non depone a favore di atteggiamenti rilassati. Il mercato ci sperava, almeno un po’, ma ha dovuto ricredersi e riposizionare le sue scommesse, come ha spiegato Morgane Delledonne, responsabile delle strategie di investimento europee di Global X

 

“Ora i mercati si aspettano una dichiarazione più aggressiva da parte di Jerome Powell questo venerdì, come si evince dal sell-off azionario all’inizio di questa settimana, un dollaro USA più forte e il rendimento del Treasury USA a 10 anni in aumento. Mi aspetto che la BoE e la BCE mantengano i loro percorsi di rialzo sui tassi di interesse con l’inflazione principale e core che spingono al rialzo”.

 

Gas naturale e inflazione spingono l’Europa in recessione

Per fermare la corsa dei prezzi al consumo i banchieri centrali sono disposti a tutto, anche a una dolorosa recessione. Lo hanno detto più volte. Ultima in ordine di tempo a parlare, per il Comitato esecutivo della BCE, è stata Isabel Schnabel che in una intervista pubblicata sul sito dell’Istituto di Francoforte ha dichiarato:

“A luglio abbiamo deciso un rialzo da 50 punti base alla luce delle prospettive di inflazione. Al momento non credo che queste prospettive siano fondamentalmente cambiate”.

Sono cambiate, invece le prospettive della crescita europea che ha dato evidenti segnali di rallentamento. Sul tema la stessa Schnabel ha confermato che potrebbe esserci una recessione tecnica in Europa.

Forse anche qualche cosa di più secondo Holger Schmiedling, capo economista di Berenberg, secondo cui solo quando la recessione sarà arrivata potrebbe cambiare il focus principale dei banchieri centrali, ora tutto concentrato sull’inflazione.

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