Gas: per l'AIE l'Europa rischia razionamento energetico - Borsa e Finanza

Gas: per l’AIE l’Europa rischia razionamento energetico

Gas: per l'AIE l'Europa rischia il razionamento energetico

L’allarme lanciato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia è inquietante: questo inverno l’Europa rischia il razionamento del gas naturale. Tale situazione si verificherebbe in maniera particolare se, oltre a una stagione rigida, ci dovesse essere la ripresa sostenuta della domanda di risorse energetiche dalla Cina, dopo la riapertura post Covid-19. Secondo Fatih Birol, Direttore Esecutivo dell’AIE, il razionamento potrebbe essere applicato per i consumatori di gas industriali, a partire dai grandi impianti, se non si adottano misure per migliorare l’efficienza.

Molto dipende però da come l’economia cinese si ritroverebbe a quel punto perché, se non dovesse funzionare al ritmo abituale, allora la carenza di gas sarebbe meno grave, ha aggiunto Birol. La preoccupazione monta sempre più dal momento che la gran parte dell’Europa continentale dipende dal gas russo e il Cremlino sta gradualmente falcidiando i vari Paesi dalla fornitura per non aver rispettato le richieste di effettuare il pagamento in rubli. Le prime a finire sotto le misure punitive di Mosca sono state Polonia, Bulgaria e Finlandia, alle quali si sono aggiunte la scorsa settimana Olanda e Danimarca.

 

Europa: i Paesi sono pronti al razionamento?

Le osservazioni dell’AIE non colgono del tutto impreparati i Paesi europei. Nel mese di marzo la Germania aveva già stilato un piano dove si prevedeva che, in caso di grave carenza dell’offerta, si sarebbe proceduto a un razionamento nell’utilizzo del gas industriale, tutelando le famiglie dall’interruzione di energia.

Il Ministro del clima della Danimarca, Dan Jørgensen, ha ribadito il concetto espresso dall’AIE sostenendo che, se l’Europa bloccasse le importazioni di gas russo, il razionamento energetico a quel punto si renderebbe necessario. Concetto riproposto anche dal Commissario per l’Energia dell’Unione Europea, Kadri Simson, che ha riferito di piani di emergenza dell’UE in casi di arresto completo delle forniture del combustibile da Mosca.

 

AIE: occorre maggiore efficienza energetica

Il problema del consumo energetico comunque è una spina nel fianco dell’Europa, che sta cercando di trovare soluzioni alternative. In una conferenza in Danimarca a cui hanno partecipato le più alte cariche di almeno 20 Stati, l’AIE ha parlato di ridurre il consumo di energia entro il 2030, attraverso misure di efficienza come un migliore isolamento degli edifici e un più accurato utilizzo dell’aria condizionata.

A questo si accompagnerebbe un uso più importante di energia rinnovabile e lo sfruttamento di giacimenti di gas e petrolio esistenti. Ovviamente l’AIE si pone contraria a ulteriori investimenti su gas, petrolio e carbone che potrebbero ostacolare fortemente gli obiettivi relativi al clima stabiliti a livello internazionale per la metà del secolo.

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