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Germania: per Commerzbank è in mezzo a una crisi immobiliare

Germania: per Commerzbank si trova ancora nel mezzo della crisi immobiliare

La Germania ha davanti altri due anni di crisi immobiliare. Lo ha affermato Henning Koch, amministratore delegato di Commerz Real alla conferenza MIPIM, l’evento sul settore immobiliare più importante al mondo che si tiene a Cannes dal 12 al 15 marzo. Il capo della divisione real estate di Commerzbank ha detto che il Paese si trova in questo momento nel mezzo del peggior crollo immobiliare dalla grande crisi del 2008 e che ci saranno altre perdite rispetto a quelle già rilevate finora. Ciò significa, secondo Koch, che gli investitori si allontaneranno dal settore ritirando liquidità, mentre i proprietari di immobili si troveranno costretti a vendite i propri immobili.

In questo contesto il top manager vede delle opportunità. Ad esempio, Commerz Real, che con 34 miliardi di euro di asset in gestione è uno dei più grandi proprietari immobiliari tedeschi, sta valutando la vendita pianificate del gruppo austriaco Signa. “Guardiamo chiaramente a queste situazioni. Si vuole uscire dall’insolvenza perché si dispone di un rifugio legale e di un quadro sicuro” ha detto. Tuttavia, ha poi precisato che “i prezzi devono riflettere le realtà del mercato”.

 

Germania: la crisi immobiliare colpisce le banche

La crisi immobiliare della Germania potrebbe riflettersi sul mondo bancario. Questa settimana, la Banca centrale europea ha lanciato un monito: i tassi di interesse elevati rendono il settore immobiliare commerciale particolarmente vulnerabile. Ciò tiene in bilico le banche, particolarmente esposte. Gli analisti ritengono che la situazione sia gestibile grazie agli accantonamenti effettuati dagli istituti di credito alla luce del deterioramento dei loro portafogli immobiliari, tuttavia alcune situazioni rimangono critiche. Tra tutte quella di Deutsche Pfandbriefbank.

La banca tedesca ha un’esposizione importante verso gli immobili commerciali e la situazione è peggiorata quando, dcasopo la pandemia, è aumentato il livello degli uffici rimasti sfitti. L’istituto di credito ha effettuato pesanti svalutazioni sui suoi crediti immobiliari la scorsa settimana, registrando il profitto annuale più basso e la più grande perdita da prestiti deteriorati da quando è stata quotata in Borsa nel 2015. Tuttavia ha dichiarato di essere meno esposta rispetto ai gestori patrimoniali e agli assicuratori che hanno attivato prestiti più rischiosi. Inoltre, il responsabile del settore finanziario immobiliare dell’azienda di credito, Gerhard Meitinger, ha cercato di essere rassicurante, affermando che il mercato “è vicino al fondo” e che la banca sta estendendo i prestiti dal 30% di prima della pandemia al 50% di oggi per sostenere i proprietari di immobili. Gli investitori, però, hanno continuato a vendere azioni e obbligazioni.

I problemi di Deutsche Pfandbriefbank hanno acceso i riflettori sull’aggravarsi della crisi immobiliare che ha fatto precipitare il valore delle case e degli edifici in Germania. Il timore è che la situazione di panico venutasi a creare possa allargarsi ad altri istituti e mettere pressione all’economia tedesca, che in questo momento deve risolvere la crisi energetica scaturita dalla guerra Russia-Ucraina e si trova ad affrontare una recessione.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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