Goldman Sachs, azioni cinesi: nuovo rally grazie allo yuan

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Le azioni cinesi hanno iniziato la settimana nel segno delle vendite, con gli indici scivolati in rosso. I listini sono stati appesantiti dal crollo del settore delle auto elettriche, dopo la decisione di Byd di tagliare i prezzi dei suoi modelli fino al 35% per il prossimo mese. La mossa potrebbe innescare una guerra dei prezzi, assottigliando ulteriormente i margini già ridotti delle case automobilistiche cinesi.

La tregua commerciale di 90 giorni sui dazi, siglata tra gli Stati Uniti e la Cina due settimane fa, aveva permesso all’indice Msci China di recuperare tutte le perdite dopo l’offensiva tariffaria del presidente  Usa, Donald Trump, annunciata il 2 aprile. Inoltre, le azioni cinesi hanno tratto vantaggio rispetto a quelle statunitensi nell’ottica di una diversificazione degli investimenti dai mercati Usa, messi sotto pressione anche dai tagli fiscali di Trump. Allo stesso tempo, lo yuan ha guadagnato terreno sul dollaro sotto la stretta vigilanza della People’s Bank of China. Il cambio Usd/Cny si è spinto fino a 7,17 per dollaro, da un picco 2025 di 7,35 conseguito nella prima settimana di aprile.

 

Azioni cinesi: l’importanza dello yuan

Gli strategist di Goldman Sachs sono convinti che le azioni cinesi trarranno forza da ulteriori guadagni dello yuan. Secondo il loro giudizio, per ogni apprezzamento dell’1% della moneta cinese, ci potrebbe essere un aumento del 3% delle azioni, in quanto si verificherebbe un miglioramento delle prospettive degli utili aziendali e un aumento degli afflussi esteri. “Le azioni cinesi tendono a performare bene quando la valuta sale”, ha scritto il team guidato da Kinger Lau in una nota odierna. Gli strategist hanno una posizione di “sovrappeso” sui titoli della seconda superpotenza economica mondiale, con particolare attenzione verso i settori immobiliare, dei beni di consumo discrezionale e dei broker, i quali “in genere sovraperformano in un rafforzamento dello yuan”, hanno osservato.

All’inizio del mese di maggio, Goldman Sachs aveva alzato le previsioni sulla valuta cinese da 7,35 a 7 per dollaro nei prossimi 12 mesi. Questo mese lo yuan è balzato di circa 1,4 punti percentuali sul biglietto verde, mentre oggi la PBoC ha messo il fixing a 7,1833 per dollaro, oltre il prezzo spot, come segno di gestione della volatilità e per impedire un forte apprezzamento. Nell’ultimo periodo, gli strateghi della banca di investimento americana hanno rivisto più volte le loro previsioni sulle azioni cinesi, a causa della elevata volatilità generata dalla guerra commerciale tra Washington e Pechino. Ad aprile hanno tagliato la loro proiezione sull’Msci China due volte, prima di innalzarla nel mese in corso a seguito dell’accordo commerciale del 12 maggio.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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