Goldman Sachs e Morgan Stanley: futuro radioso con gestione patrimoni
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Goldman Sachs e Morgan Stanley: futuro radioso con gestione patrimoni

Goldman Sachs e Morgan Stanley: con brokeraggio e gestione patrimoni il futuro è radioso

Goldman Sachs e Morgan Stanley primeggeranno tra le grandi banche americane nei prossimi due anni, almeno per quanto riguarda l’attività di brokeraggio e la gestione patrimoniale. È quanto sostenuto da Saul Martinez, analista capo di HSBC, che ha individuato nelle linee di business citate i cavalli di battaglia dei due grandi istituti di credito americani.

L’esperto ritiene che nel 2024 Goldman Sachs e Morgan Stanley realizzeranno ricavi fino a due cifre, con una crescita degli utili che proseguirà anche nel 2025. HSBC vede una spaccatura tra le banche tradizionali e quelle specializzate nel mercato dei capitali e in questo quadro Goldman Sachs reciterà un ruolo di primo piano. “Vediamo una ripresa dell’attività di transazione. Anche in un contesto di crescita economica lenta, una maggiore visibilità sulla direzione della crescita economica, dei tassi d’interesse e dell’inflazione dovrebbe innescare un aumento delle emissioni di titoli azionari e di debito e dell’attività di M&A”, ha affermato Martinez.

L’analista ha aggiunto che i ricavi derivanti dalle negoziazioni dei titoli a reddito fisso e delle azioni sono risultati inferiori rispetto ai livelli del triennio 2020-2022, ma hanno mostrato una certa resilienza e si sono collocati comunque al di sopra dei livelli dei tre anni che vanno dal 2017 al 2019. Per quel che riguarda l’attività di investment banking, Martinez sottolinea che le scarse operazioni di M&A, ristrutturazioni, finanza strutturata, ecc. e l’aumento dei tassi d’interesse da parte della Federal Reserve hanno bloccato gli istituti finanziari nel supporto alle grandi operazioni.

 

Banche USA: è allarme tassi d’interesse

I tassi d’interesse elevati invece hanno indubbiamente favorito le banche sotto il profilo della redditività netta di interesse, in quanto il ritorno sui prestiti concessi alle imprese e sui mutui alle famiglie è aumentato molto di più e molto più rapidamente rispetto al rendimento riconosciuto ai depositi della clientela. Secondo HSBC, questo ha aiutato in maniera particolare i grandi istituti come Bank of America, JP Morgan Chase e Wells Fargo.

Tuttavia, osserva Martinez, la crescita dei prestiti è ristagnata e le banche sono state messe sotto pressione per aumentare i costi dei depositi. Quest’ultimo aspetto è molto importante, specialmente se lo si mette in relazione alla fuga costante dei depositanti alla ricerca di rendimenti più attraenti e dopo la crisi della scorsa primavera che ha comportato il fallimento di alcuni importanti istituti di credito.

Ora, le previsioni di HSBC sono che le banche citate possano vedere una diminuzione dei ricavi netti da interessi e contestualmente un aumento dei costi del credito. Tra le tre aziende di credito messe in risalto, quella che dovrebbe subire un danno minore, a giudizio di Martinez, dovrebbe essere Bank of America.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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