Gran Bretagna: per Goldman Sachs prezzi immobili crolleranno del 20%
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Gran Bretagna: per Goldman Sachs prezzi immobili crolleranno del 20%

Gran Bretagna: per Goldman Sachs prezzi immobili crolleranno del 20%

Il caos scatenato in Gran Bretagna in queste ultime settimane nel mercato delle obbligazioni, con l’impennata dei rendimenti a valori che non si vedevano dalla crisi finanziaria del 2008, rischia di avere delle ripercussioni drammatiche sul mercato immobiliare. Goldman Sachs avverte che i prezzi delle case potrebbero scendere del 20% per effetto di maggiori costi di finanziamento per i mutuatari. Questo significa che le azioni delle società immobiliari coperte dalla banca potrebbero perdere fino al 12% nel periodo compreso tra giugno 2022 e dicembre 2024, riferiscono gli analisti. Le aziende, infatti, potrebbero subire un aumento del 75% del costo del prestito a oltre 775 milioni di dollari nei prossimi cinque anni, se i tassi rimangono ai livelli attuali.

A ciò si aggiunge il peggioramento delle prospettive economiche che limiterebbe la possibilità per tali società proprietarie di immobili di trasferire l’inflazione agli inquilini sotto forma di locazioni più elevate, a meno che non si tratti di immobili particolari come magazzini. “L’inflazione dei prezzi dell’energia non passerà inosservata, in particolare per gli inquilini a margine inferiore”, hanno sottolineato gli esperti di Goldman.

 

Gran Bretagna: la crisi del mercato immobiliare parte da lontano

Il mercato immobiliare in Gran Bretagna è andato in difficoltà anche prima del trambusto degli ultimi tempi. Quando la Bank of England ha interrotto oltre un decennio di tassi bassi e ha cominciato alla fine dello scorso anno ad alzare i tassi d’interesse, le cose hanno cominciato a cambiare. Una volta poi che l’inflazione ha iniziato a galoppare riflettendo una drammatica crisi energetica, il potere di acquisto delle persone è diminuito e il rallentamento delle compravendite immobiliari è apparso evidente. Azioni e obbligazioni delle società del settore hanno perso rapidamente quota e non sono poche le aziende che hanno ceduto rami importanti della propria attività.

La situazione si è esacerbata allorché il Cancelliere della Gran Bretagna Kwasi Kwarteng ha annunciato un piano gigantesco di tagli fiscali per cercare di rilanciare un’economia britannica messa in ginocchio dal caro bollette. Il mercato però ha reagito male, dal momento che il sostegno del pacchetto fiscale sarà effettuato con debito pubblico. A quel punto sono fioccate le vendite dei Gilt e i rendimenti sono arrivati alle stelle, mettendo in grande difficoltà il ricorso al credito. Il settore immobiliare è uno di quelli che maggiormente si regge sul finanziamento, giocoforza è tra quelli che in situazioni di questo tipo va più in difficoltà.

Le aspettative adesso non sono molto rassicuranti perché, nonostante le difficoltà sul fronte obbligazionario, difficilmente la BoE allenterà la presa nella lotta all’inflazione, che in Gran Bretagna è al 9,9%. Il 28 settembre l’istituto centrale ha effettuato il primo di una serie di interventi nell’ambito di un piano di acquisto di Gilt per due settimane, in modo da calmare i mercati. Domani scadrebbe il programma, ma questo non preclude un rialzo dei tassi d’interesse nelle prossime riunioni che ormai sembra scontato.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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