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Gran Bretagna: pronto un piano da 130 miliardi di sterline per la crisi energetica

Gran Bretagna: pronto un piano da 130 miliardi di sterline per la crisi energetica

Il nuovo Primo Ministro della Gran Bretagna, Liz Truss, si è presentata a Downing Street con un piano gigantesco da 130 miliardi di sterline nei prossimi 18 mesi per evitare l’aumento massiccio delle bollette. Il biglietto da visita della terza donna Premier del Regno Unito è di quelli che catturano l’attenzione dei cittadini britannici, alle prese con un’inflazione galoppante scatenata da una crisi energetica che sfiora i confini del dramma.

Nelle scorse settimane, l’Autorità per l’energia britannica Ofgem ha elevato il tetto per l’aumento delle bollette energetiche dell’80%, così in media le famiglie pagheranno 3.549 sterline annui dai 1.971 sterline precedenti. Ora Truss vorrebbe fissare la quota di elettricità e gas all’importo in vigore fino al 30 settembre, mettendo da parte il Regolatore per l’energia.

I funzionari del Governo hanno affermato che i dettagli sono accurati, ma ancora non sono stati messi tutti a conoscenza del pubblico. Per ora si sa che i fornitori di energia dovranno addebitare alle famiglie un’aliquota ridotta, con il Governo che coprirà la differenza. In sostanza, il deficit delle compagnie energetiche sarà alla fine a carico del contribuente. Nella giornata di ieri sono stati tenuti dei colloqui da parte di Jacob Rees-Mogg, probabile Segretario commerciale del Governo Truss, con gli Amministratori Delegati delle principali società energetiche, le quali hanno espresso parecchia solidarietà all’idea, dal momento che in questo modo eviterebbero un’extra-tassa sui loro profitti.

 

Gran Bretagna: le altre misure del Governo Truss

L’abolizione dell’aumento dell’80% del tetto alle bollette potrebbe non essere l’unica mossa messa in campo da Liz Truss. Il nuovo Primo Ministro si era impegnato durante la campagna per la guida del partito conservatore a eliminare il prelievo di 150 sterline in bolletta per l’energia verde. Inoltre, aveva affermato la scorsa settimana di voler estendere il sussidio di 400 sterline per ogni famiglia attuato dal Cancelliere Rishi Sunak, portandolo a 1.000 sterline. All’interno del partito però si è aperto un dibattito acceso, con la conclusione che la mossa è stata ritenuta insufficiente per sollevare i cittadini britannici dal peso enorme del caro energia. Per questo si è voluto andare oltre con il congelamento delle bollette.

 

Gli effetti del piano Truss sulla sterlina

Il piano Truss ha dato un po’ di ossigeno alla sterlina, che all’inizio della settimana era affondata a 1,144 sul dollaro, segnando il valore più basso dal 1985. Dopo la notizia, il cross GBP/USD è risalito fino a un massimo di 1,1610 nelle contrattazioni di oggi. Negli ultimi tre mesi il Cable ha sofferto le pene dell’inferno con l’inflazione britannica alle stelle e lo spauracchio di una grave recessione nella Gran Bretagna determinata dalla crisi energetica e dalla politica monetaria restrittiva della Bank of England.

Adesso però la sterlina potrebbe risalire dal fondo secondo alcuni analisti. Ray Attrill, responsabile della strategia Forex presso la National Australia Bank, ritiene che il sostegno fiscale del Governo potrebbe incoraggiare la BoE a inasprire ancora di più la sua politica per sedare la pressione inflazionistica. Con questo, la sterlina ha buone chances di riprendersi, anche in scia al fatto che l’economia britannica potrebbe non subire un colpo così grande dai prezzi dell’energia.

Secondo David Forrester, il rimbalzo della sterlina sarà sostenuto solo se il Governo risulterà credibile nell’evitare un’esplosione più grande nel deficit fiscale. Non troppo ottimista risulta essere Sheyas Gopal, stratega delle valute di Deutsche Bank, che ha avvertito di una crisi della sterlina da non sottovalutare. A suo giudizio, la moneta di Sua Maestà richiede grandi afflussi di capitali, con il miglioramento della fiducia degli investitori e il calo delle aspettative di inflazione. Cose che al momento non stanno accadendo.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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