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I Magnifici Sette europei: ecco chi potrebbero essere

I Magnifici Sette europei: ecco chi potrebbero essere

Da diverso tempo si discute su chi possano essere nel mercato europeo gli equivalenti dei Magnifici Sette di Wall Street, termine è coniato lo scorso anno dall’analista di Bank of America Michael Hartnett, per identificare le azioni delle sette big tech USA. Il gruppo comprende Alphabet, Amazon, Apple, Meta Platforms, Microsoft, Nvidia e Tesla. Queste società insieme hanno guidato gran parte del rally della Borsa americana nell’ultimo anno e mezzo, come conseguenza del boom dell’intelligenza artificiale e dell’aspettativa che la Federal Reserve inverta la politica monetaria restrittiva portata avanti da marzo 2022 per combattere l’inflazione.

In Europa ci sono invece le azioni Granolas. In questo caso il termine è stato coniato da Goldman Sachs e fa riferimento alla parola granola, una miscela di fiocchi d’avena, miele e frutta secca solitamente consumata durante la colazione. La banca americana ha selezionato le 11 società europee più capitalizzate che, a suo giudizio, non dovrebbero mai mancare nel portafoglio degli investitori: Novo Nordisk, LVMH, ASML, L’Oréal, SAP, GSK, Roche, Nestlé, Novartis, AstraZeneca e Sanofi. Tuttavia, il numero è maggiore rispetto ai Magnifici Sette, quindi quale potrebbe essere l’equivalente esatto in Europa?

 

I Magnifici Sette europei: i possibili candidati

La scorsa settimana Citigroup ha provato ad abbozzare il titolo Super Seven per indicare le società del Vecchio continente con il maggior potenziale di crescita. Nel rientrano Novo Nordisk, LVMH, ASML, SAP, Schneider Electric, Richemont e Ferrari. La strategist Beata Manthey di Citi ha messo in luce il fatto che i Super Seven sono più economici dei Magnifici Sette, avendo sottoperformato del 70% da inizio 2023. Tra l’altro “offrono margini altrettanto interessanti” ha sottolineato. Questo significa che c’è un certo “spazio di recupero”.

Société Générale ha invece provato a identificare le Sette Meraviglie d’Europa scegliendo tra i titoli che hanno contribuito maggiormente ai guadagni dello Stoxx 600 da gennaio 2020. La lista comprende: Novo Nordisk, LVMH, ASML, SAP, Siemens, Schneider Electric e Hermés. Secondo lo stratega della banca francese, Roland Kaloyan, l’aspetto interessante è che si tratta di aziende europee “che non devono preoccuparsi così tanto dell’Europa”. In sostanza, hanno un’esposizione limitata verso il Continente con il 23,4% delle vendite, mentre le aziende dello Stoxx 600 arrivano a una quota del 44,2% complessivamente. Questo spiega, a giudizio di Kaloyan, il motivo per cui il price/earning delle Sette Meraviglie è più del doppio rispetto allo stesso multiplo del benchmark più ampio: 27,2 contro 13.

 

Le differenze tra USA ed Europa

Ma cosa hanno in comune veramente i Magnifici Sette americani e quelli europei prospettati da Citi e SocGen? In realtà ben poco. Le prime sono a forte trazione tecnologica, le seconde invece hanno una maggiore diversificazione con una certa presenza del lusso. Magari un parallelismo può essere tracciato per il fatto che molti considerano il lusso europeo come la tecnologia per gli Stati Uniti in termini di settore rifugio nei momenti più critici per l’economia e la finanza. Tuttavia, le performance sono molto diverse. Ad esempio, il peso massimo del settore LVMH ha guadagnato in Borsa circa il 15% da inizio 2024, Nvidia ha realizzato un profitto del 72%. In verità, anche le azioni più forti in Europa non attirano così tanto rispetto a quelle legate all’intelligenza artificiale. “Il problema è che i Magnifici Sette offrono sia crescita che qualità. Semplicemente non c’è un concetto equivalente in nessun settore in Europa” ha affermato Mohit Kumar, capo economista e strategist di Jefferies per l’Europa.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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