Come investire nel rispetto dei princìpi cattolici con un ETF - Borsa e Finanza

Come investire nel rispetto dei princìpi cattolici con un ETF

Frankling Templeton quota in Borsa Italiana ETF con princìpi cattolici

Investire con un ETF  sul debito sovrano dei mercati emergenti in valuta forte (euro e dollaro Usa)  seguendo i principi cattolici sanciti dalla Cei, la Conferenza episcopale italiana. Non è certo una cosa semplice da fare ma è la strada scelta da Franklin Templeton che ha quotato in Borsa Italiana il Franklin Catholic Principles Emerging Markets Sovereign Debt UCITS ETF. Già quotato a Francoforte, il fondo sbarcherà alla Borsa di Londra il primo di luglio. In occasione della cerimonia di quotazione a Milano Demis Todeschini, Senior ETF sales specialist ha accettato di rispondere ad alcune domande di Borsa&Finanza.

 

Le tensioni geopolitiche attuali spingono verso l’investimento nel rispetto dei princìpi cattolici

Che ruolo svolgono i principi cattolici in questo fondo?

“I principi cattolici declinati nelle linee guida per gli investimenti sostenibili ed etici adottati dalla Cei rappresentano il solido framework attraverso il quale sono definiti i criteri d’investibilità dell’ETF. Le linee guida prevedono che i criteri ESG siano al centro delle decisioni di investimento guidate a identificare le obbligazioni emesse dagli Stati dei paesi emergenti che nelle loro attività promuovono comportamenti volti alla salvaguardia dell’ambiente, al rispetto dell’uomo, dei diritti sociali e del lavoro e che applicano sistemi di gestione democratica e di buon governo”.

 

A che pubblico si rivolge il fondo?

“L’ETF è uno strumento operativo che consente di allineare l’investimento in una asset class interessante come quella dei bond emergenti in valuta forte mantenendo l’allineamento alle linee guida della Cei. Si rivolge perciò innanzitutto a tutti gli enti che rivestono una responsabilità economica e gestionale negli organismi ecclesiastici e religiosi: diocesi, parrocchie, istituzioni ecclesiastiche e religiose. Ma, al pari delle linee guida, l’ambizione è che interessi anche quegli operatori pubblici e privati che vogliono che i loro investimenti finanziari vengano allocati nel pieno rispetto sia dei criteri ESG che dei criteri valoriali”.

 

Quali criteri di selezione delle obbligazioni vengono adottati e come vengono applicati?

“L’indice replicato dall’ETF ICE Catholic Principles ESG Emerging Markets External Sovereign Index adotta un approccio che intende escludere investimenti in quei paesi dove viene applicata la pena di morte o dove sono presenti dei regimi totalitari. Ma non solo, non sono investibili anche i paesi dove sono adottate politiche discriminatorie, in cui la giustizia sociale è debole e l’integrità morale del governo e la sua capacità d’azione risultano basse nonché quelli dove le libertà civili e politche non sono adeguatamente tutelate. Se un paese non rispetta i requisiti minimi anche solo di uno di questi criteri viene escluso. Inoltre è previsto un livello minimo di rating del paese pari a B3 (secondo la classificazione di ICE). Al fine poi di ottimizzare il profilo di liquidità dell’indice e di conseguenza dell’ETF è previsto il requisito di ammontare minimo dell’emissione di ogni singolo bond di 500 milioni di euro/dollari”.

 

Qual è la necessità di avere un fondo come quello quotato oggi in Borsa Italiana?

“Nell’interazione quotidiana con i nostri clienti abbiamo notato l’esigenza dell’adozione di un accurato approccio ESG nel contesto del debito dei mercati emergenti rafforzatasi a seguito delle attuali tensioni geopolitiche. Un allineamento valoriale che oggi è diventato quanto mai necessario considerando semplicemente elementi come libertà civili, politiche e di stampa che un investitore vorrebbe che fossero presenti nei paesi di cui va ad acquistare il debito. Questo in aggiunta a evidenze che ci ricordano come le metriche ESG siano lo specchio della sostenibilità e competitività di un paese nel lungo termine. Siamo lieti quindi di poter offrire su Borsa Italiana questo ETF che fornisce un’esposizione in obbligazioni governative dei mercati emergenti in valuta forte che rispettano screening di criteri etici di giustizia sociale, responsabilità ambientale e buon governo approvati da Nummus.Info secondo le linee guida Cei”.

 

Tra i paesi emergenti dove il fondo investe ci sono anche le Filippine del presidente Duterte e il Brasile di Bolsonaro. Qualcuno potrebbe obiettare che non si tratta di due paesi adatti a essere inseriti in un fondo come il Franklin Catholic Principles Emerging Markets Sovereign Debt UCITS ETF.

“Tutti i paesi emergenti inseriti nell’asset allocation dell’indice hanno superato uno screening basato su criteri etici di giustizia sociale, responsabilità ambientale e buon governo secondo le linee guida della Cei. Tutti hanno ricevuto un livello di punteggio adeguato sui fattori di valutazione: abolizione della pena di morte, controllo della corruzione, efficacia dei governi, stabilità politica, giustizia sociale, diritti politici e libertà, diritti civili, tutela del pianeta e riduzione dell’impronta di carbonio. È chiaro che é impossibile trovare la perfezione. Quello a cui bisogna guardare è al miglioramento dei paesi sulla strada di questi principi”.

 

Le caratteristiche dell’ETF per investire con i princìpi cattolici

Con il fondo Franklin Catholic Principles Emerging Markets Sovereign Debt UCITS ETF, Franklin Templeton porta a sette il numero di strategie conformi agli articoli 8 e 9 del Regolamento Sfdr della Bce. In particolare, l’ETF quotato oggi a Piazza Affari rientra nelle fattispecie dell’articolo 8. Il suo Total expense ratio (ter) ammonta allo 0,35%.

Il fondo esclude dall’investimento i paesi con fondamentali in deterioramento che praticano attività non compatibili con i principi cattolici, come, in primo luogo quelli applicano la pena di morte e i regimi autoritari. Per questa ragione l’ETF non investe in Cina e in Russia, esclusione quest’ultima risalente al 3 dicembre 2021, quindi precedente all’invasione dell’Ucraina. Inoltre, le obbligazioni, per essere incluse nell’indice, devono avere rating minimo B3, calcolato sulla media dei giudizi di Moody’s, S&P e Fitch Ratings.

Ai principi cattolici, inoltre, il fondo aggiunge una ponderazione, rispetto al parent index ICE BofA Diversified Emerging Markets Extrenal Debt Sovereing Bond Index, volta a ridurre l’impronta di carbonio in maniera da avere un punteggio complessivo delle emissioni di carbonio almeno del 30% inferiori. Infine è presente un cap del 10% di investimento sul singolo paese.

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