Il Nasdaq subisce il peggior crollo dal 2022, ecco cosa è successo

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

La caduta del Nasdaq Composite, -3,64% nell’ultima seduta, è stata la peggiore dall’ottobre 2022. L’indice tecnologico statunitense ha bruciato in un solo giorno circa 1.000 miliardi di capitalizzazione, con gli investitori che già da qualche settimana hanno cominciato a soffrire di vertigini dopo un rally record. Da quando due settimane fa sono stati rilasciati i dati sull’inflazione, più bassa del previsto, si è verificata una rotazione a Wall Street dalla grande tecnologia verso le azioni small cap. Un’inflazione più fredda ha infatti alimentato le aspettative che la Federal Reserve abbassi i tassi di interesse a settembre, il che favorirebbe le aziende più piccole e quindi più sensibili ai costi di finanziamento. Ciò soprattutto alla luce del fatto che quest’anno le Big Tech hanno corso molto in Borsa, mentre le società a bassa capitalizzazione sono rimaste indietro.

 

 

 

Nasdaq: cosa ha innescato il sell-off di ieri

Cosa è stato ad accendere la miccia delle vendite a Wall Street? Già nelle prime ore di contrattazione gli investitori hanno liquidato massicciamente le loro posizioni. Nella notte di martedì sono state pubblicate le trimestrali di Alphabet e Tesla. Alphabet ha rilasciato conti robusti, oltre le aspettative degli analisti, ma ha allarmato gli investitori sull’intelligenza artificiale. In sostanza, il mercato ha percepito una spesa elevata ma che non si sta riflettendo nei risultati dell’azienda. Alla fine la società madre di Google è cresciuta grazie alla pubblicità e al cloud. Nella mente degli investitori si sta instillando il dubbio che alla fine tutto il clamore intorno all’AI (Artificial Intelligence) non stia portando a un tornaconto effettivo per le imprese.

E se si trattasse di una bolla come alcuni hanno pronosticato? Il rally dell’intelligenza artificiale nell’ultimo anno ha aggiunto circa 9.000 miliardi di capitalizzazione a Wall Street, ma il mercato delle opzioni rivela che qualcosa starebbe per succedere. Ad esempio, le put ribassiste su Nvidia – principale protagonista del rally legato all’AI – hanno superato le call al massimo degli ultimi cinque mesi, mentre il premio per le put di Broadcom è al top degli ultimi tre mesi. In sostanza i trader stanno pagando di più per proteggersi dalle oscillazioni della tecnologia. “La preoccupazione generale è: dov’è il ROI su tutta la spesa per l’infrastruttura AI?” ha detto Alec Young, chief investment strategist di Mapsignals. “C’è una quantità di denaro folle che viene spesa. Forse si ripagherà in pochi anni. Ma penso che gli investitori si rendano conto che ci vorrà del tempo e che gli utili degli hyper scaler verranno danneggiati nel breve termine da quanto stanno spendendo”. Anche Jim Covello, responsabile della ricerca azionaria presso Goldman Sachs, è tra gli analisti convinti che sull’intelligenza artificiale si stia spendendo troppo, mettendo in discussione i risultati derivanti dalla costruzione dell’infrastruttura necessaria per l’esecuzione e l’addestramento di modelli di grandi dimensioni.

L’altra trimestrale responsabile della discesa del Nasdaq è quella di Tesla. Da tempo il produttore di auto elettriche ha oggettive difficoltà, con il calo della domanda nel settore e soprattutto la riduzione dei margini per effetto del taglio dei prezzi. Gli investitori attualmente sono aggrappati all’auto a guida autonoma, nella speranza che l’azienda possa compensare le negatività su altri fronti in un settore in cui avrebbe poca concorrenza. Dalla chiamata agli utili di martedì, non solo si sono rilevati peggioramenti nei conti aziendali, ma non sono emerse novità sui robotaxi dai commenti dell’amministratore delegato Elon Musk, come si aspettavano gli investitori. La conseguenza è stata di un sell-off violento che ha fatto precipitare le azioni Tesla di oltre 12 punti percentuali. UBS ha avvertito che “i tempi e le probabilità di successo dei piani per lanciare i robotaxi rimangono poco chiari” e per questo ha ribadito la raccomandazione sell sul titolo Tesla.

Il problema ora è cosa potrà succedere nei prossimi giorni o mesi, tenuto conto delle altre trimestrali delle Big Tech in arrivo. “I risultati di Alphabet e Tesla alimenteranno le preoccupazioni che il mercato più ampio sia diventato troppo dipendente dai Magnifici Sette”, ha detto Charlie McElliglot, analista di Nomura. “La propensione al rischio rimane fragile”.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari