Inflazione? Per combatterla gli americani attingono ai risparmi - Borsa e Finanza

Inflazione? Per combatterla gli americani attingono ai risparmi

Inflazione, come la combattono gli americani

L’inflazione negli Stati Uniti rappresenta un problema per gran parte della popolazione americana e ha tolto il sonno alla Federal Reserve. La Banca Centrale a stelle e strisce infatti sta cercando di muovere le leve di politica monetaria nella giusta maniera per evitare impatti pesanti sull’economia del Paese. Il carovita è arrivato all’8,6% nella lettura di giugno rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, il livello più alto da 40 anni a questa parte. Con un’inflazione così elevata la Fed non ha trovato alternativa al rialzo dei tassi d’interesse (+0,75%) nella riunione più recente. L’ultima volta che l’istituto monetario aveva eseguito una mossa del genere correva l’anno 1994 e questo dimostra la gravità della situazione.

Per raffreddare l’inflazione occorrono misure di questa portata ma che effetti avrà tutto ciò sull’economia? È proprio questo il nocciolo della questione. Non sono in pochi quelli che temono una recessione e, nella peggiore delle ipotesi una stagflazione, ovvero la convivenza di alta inflazione e rallentamento della crescita. Il Governatore della Fed Jerome Powell ha riferito che una recessione non è inevitabile, ma osservando il contesto generale sembra difficile crederlo.

Si pensava ad esempio che a maggio il costo della vita avesse raggiunto il picco e che una inversione di tendenza fosse prossima. Invece non solo non è diminuito, ma ha continuato a crescere. Tuttavia, osservando altri dati macro, qualche flebile segnale di raffreddamento comincia a manifestarsi. Ciò non toglie che gli americani debbano fare i conti con un livello ancora molto alto che erode il potere di acquisto.

 

Inflazione: ecco come combatterla

Uno strumento che i cittadini statunitensi stanno adottando per affrontare prezzi più alti è quello di attingere all’enorme mole di risparmi accumulati durante la pandemia. Secondo i dati rilasciati da Moody’s Analytics, con i blocchi Covid-19 e le persone costrette in casa senza poter fare acquisti, vi è stata una crescita dei risparmi fino a 2.700 miliardi di dollari extra. Questo significa che i maggiori costi per la sussistenza e altro sono coperti proprio dai risparmi, con gli aumenti salariali in ritardo.

Il tasso di risparmio ha raggiunto una cifra del 5,4% a maggio, inferiore rispetto alla media degli ultimi 10 anni e ben al di sotto del record storico del 34% nell’aprile 2020, un mese dopo lo scoppio della pandemia. Il tasso di risparmio misura quanto rimane alle persone dopo aver sostenuto le spese per vivere e le tasse. Moody’s rileva che circa 114 miliardi di dollari dei risparmi pandemici sono stati utilizzati finora.

Inoltre, i saldi dei conti correnti statunitensi sono cresciuti a marzo del 2021 del 126% rispetto ai livelli del 2019, ma da allora i clienti hanno speso buona parte di quei soldi. Chris Wheat, co-presidente del JPMorgan Chase Institute, ha detto che comunque i saldi rimangono nettamente al di sopra di dove erano 3 anni fa. L’Amministratore Delegato della più grande banca americana, Jamie Dimon, il mese scorso ha affermato che i consumatori statunitensi ancora hanno tra il 6 e i 9 mesi di potere d’acquisto dai loro conti bancari.

L’unico gruppo che ha continuato a risparmiare e non ha utilizzato risorse messe da parte durante la pandemia è il 20% dei percettori di reddito. Si tratta di soggetti che hanno visto salari in crescita e che lavorano in settori come il tempo libero, l’ospitalità, la vendita al dettaglio e l’assistenza sanitaria, riferisce Moody’s Analytics.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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