Tra gli innumerevoli prodotti più o meno ESG, dedicati alla sostenibilità aziendale e alla transizione energetica, un fondo di fondi mancava. Lo ha fatto Golding Capital Partners, asset manager tedesco indipendente e specializzato in fondi alternativi, con una base clienti composta da oltre 230 investitori istituzionali e masse in gestione per circa 12 miliardi di euro. Il “Golding Energy Transition 2022”, questo il nome del primo fondo di fondi dedicato alla transizione energetica, investirà il 60% del capitale raccolto in Europa e il 40% in Nord America, in progetti di infrastrutture nel campo dell’energia solare ed eolica, delle tecnologie per l’accumulo dell’energia e per la decarbonizzazione.
Oltre a rispondere a un’esigenza che riguarda tutta l’umanità il fondo di fondi soddisfa le esigenze di rendimento e stabilità ricercate dagli investitori, come afferma il fondatore e amministratore delegato di Golding Capital Partners, Jeremy Golding. “Partiamo da questo presupposto per allocare capitale aggiuntivo a importanti progetti sull’energia rinnovabile presso manager di fondi target con esperienza e un track record impeccabile”.
Le caratteristiche del fondo di fondi sulle infrastrutture
Il Golding Energy Transition 2022 è un fondo che mira a raccogliere 300 milioni di euro da investire in una decina di fondi target entro la fine del 2024. Il closing è previsto per fine 2022. Circa il 50% delle iniziative riguarderanno progetti “brownfield” ossia operazioni su infrastrutture già esistenti, mentre la metà saranno su progetti “greenfield” ossia nuovi. La sua durata è prevista in 15 anni prolungabili. Il fondo, destinato a investitori istituzionali, ha un importo minimo di investimento di cinque milioni di euro ed è strutturato come un Reserved Alternative Investment Fund lussemburghese. Rientra nell’articolo 8 della normativa Sfdr sugli investimenti ESG. Con questo fondo di fondi Golding si pone come obiettivo la restituzione di un tasso di rendimento compreso tra il 6 e il 7% (Tir) netto annuo.
Thilo Tecklenburg, direttore generale e co-responsabile infrastrutture di Golding, ha sottolineato l’ampia diversificazione che caratterizzerà il portafoglio del fondo, con circa 100-150 singole transazioni pianificate distribuite in diverse aree geografiche, varie fonti energetiche, differenti responsabili dei fondi e diversi di vita degli asset. “Per un rapido sviluppo del portafoglio è disponibile un’interessante pipeline di fondi target e co-investimenti” ha spiegato Tecklenburd che ha poi proseguito: “Il denominatore comune sono gli Obiettivi di sviluppo sostenibile dell’Onu riguardanti le misure per la protezione del clima e per la produzione di energia pulita a prezzi accessibili.









