Intelligenza artificiale, cresce adozione nel mondo: Emirati leader globale

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Negli ultimi sei mesi dell’anno, c’è stata una vera e propria esplosione nell’adozione dell’intelligenza artificiale nel mondo, sia nella quotidianità che nelle attività economiche. A certificare il consolidamento dell’Ai nell’industria e nella consapevolezza pubblica a livello globale è l’ultima edizione del report Global Ai Adoption in 2025, elaborato dall’Ai Economy Institute di Microsoft. Lo studio fa il punto sulla diffusione dell’intelligenza artificiale e sulla sua integrazione in molteplici settori.

Dai dati relativi al secondo semestre del 2025, emerge che la tecnologia è utilizzata dal 16,3% della popolazione in età lavorativa, con una crescita dell’uso in tutto il mondo pari al +1,2% rispetto al 15,1% del primo semestre dell’anno. Una percentuale di questa portata significa che una persona su sei utilizza strumenti di GenAi (l’intelligenza artificiale generativa), facendo segnare una nuova fase della sua diffusione di massa.

 

In questo articolo:

 

  • Intelligenza artificiale, cresce l’adozione nel mondo
  • Emirati Arabi Uniti primo paese al mondo per uso dell’Ai
  • La Corea del Sud irrompe nella corsa globale per il primato
  • Le intelligenze artificiali cinesi: il caso DeepSeek

 

Intelligenza artificiale, cresce l’adozione nel mondo

Le tecnologie trasformative legate all’intelligenza artificiale vengono impiegate specialmente per lavoro, formazione e risoluzione quotidiana dei problemi. L’adozione globale, tuttavia, viaggia a due velocità. Il titolo dell’ultimo Global Ai Adoption in 2025 è A Widening Digital Divide, ovvero un divario digitale che si estende: le due velocità stanno ad indicare i diversi livelli di recepimento, un centro prospero e avanzato e una periferia non ancora pronta per l’aggancio e lo sfruttamento.

L’analisi sottolinea che esiste un forte disequilibrio strutturale tra Global North e Global South. È aumentato il divario tra Nord e Sud globali, passato dal 9,8% al 10,6%: il 24,7% della popolazione in età lavorativa nei paesi ricchi e industrializzati usa l’Ai (+1,8% rispetto al 22,9% del primo semestre del 2025), mentre nelle nazioni in via di sviluppo ed emergenti, principalmente in Africa, America Latina, Asia e Medio Oriente, l’utilizzo scende al 14,1%, con un magro +1% sul 13,1% dei sei mesi precedenti.

 

La diffusione dell'intelligenza artificiale per economie nel secondo semestre del 2025
La diffusione dell’intelligenza artificiale per economie nel secondo semestre del 2025

 

I paesi che occupano le prime posizioni nella classifica globale sono Emirati Arabi Uniti, Singapore e Norvegia, rispettivamente con il 64% della popolazione (+4,5% rispetto al 59,4% del primo semestre dell’anno), il 60,9% (+2,3%) e il 46,4% (+1,1%). Sono queste tre le nazioni che hanno investito di più e con maggiore continuità nelle infrastrutture digitali, nello sviluppo delle competenze legate all’Ai e nell’adozione di applicazioni di intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione.

La top 10 è completata da Irlanda (44,6%, +2,9% sul primo semestre del 2025), Francia (44%, +3,1%), Spagna (41,8%, +2,1%), Nuova Zelanda (40,5%, +2,9%), Paesi Bassi (38,9%, +2,6%), Regno Unito (38,9%, +2,5%) e Qatar (38,3%, +2,6%). Come evidente, i primi dieci paesi sono tutte economie ad alto reddito, con elevati livelli di Pil pro capite, tecnologia avanzata, industrializzazione e alti standard di vita. L’Italia è cresciuta del +2%, passando dal 25,8% del primo al 27,8% del secondo semestre del 2025.

 

Le differenze nella diffusione dell'Ai nel mondo tra primo e secondo semestre del 2025
Le differenze nella diffusione dell’Ai nel mondo tra primo e secondo semestre del 2025

 

Emirati Arabi Uniti primo paese al mondo per uso dell’Ai

È clamoroso il caso degli Emirati, al primo posto in classifica per utilizzo dell’Ai e diventati un autentico polo globale per l’intelligenza artificiale. La strategia di Dubai viene da lontano. Dal 2017 il sultano Omar Al Olama è ministro per l’intelligenza artificiale, l’economia digitale e le applicazioni per il lavoro a distanza e nel 2018 ha varato con il governo una strategia nazionale articolata in tre fasi per otto obiettivi.

Tra le missioni della National Ai Strategy 2031 (da portare a termine appunto entro il 2031) ci sono la creazione di un marchio identitario dei sistemi di Ai sviluppati nei confini nazionali, l’attrazione e la formazione di talenti da tutto il mondo per i lavori del futuro e lo sviluppo da leader della ricerca a livello globale. Quello degli Eau è già definito modello Emirati: integrare l’intelligenza artificiale in ogni aspetto della vita.

L’Ai ad Abu Dhabi è diffusa nella vita pubblica, nell’istruzione (tutti gli insegnanti sono formati in materia) e nell’economia, a tal punto che la fiducia di cittadine e cittadini nell’intelligenza artificiale è al 67% (11 milioni di persone, contro il 32% di Stati Uniti ed Europa occidentale) secondo i dati raccolti dall’Edelman Trust Barometer 2025. Non c’è da stupirsi se colossi come OpenAi, Nvidia, Oracle, Cisco e SoftBank abbiano appoggiato Stargate Uae, il progetto che prevede la costruzione di una potente infrastruttura di calcolo nella monarchia del Golfo.

 

La Corea del Sud irrompe nella corsa globale per il primato

La crescita maggiore nell’adozione globale dell’Ai si è registrata in Corea del Sud: +4,8%, con un cambiamento dal 25,9% al 30,7% in un semestre. L’incremento è dovuto soprattutto al rafforzamento dei modelli linguistici di grandi dimensioni implementati in coreano, alle politiche pubbliche (il governo ha lanciato la National Ai Strategy Committee e approvato la legge-quadro Ai Basic Act: ora l’Ai è diffusa tra scuola, servizi e industria) e al lancio di applicazioni consumer, in particolare il motore Gpt-4 usato per generare immagini in stile Studio Ghibli.

I numeri della Corea sono impressionanti: il paese ha scalato sette posizioni in sei mesi, passando dal 25esimo al 18esimo posto. L’incremento complessivo dall’ottobre 2024 è superiore all’80%. Non è un caso se OpenAi aprirà un nuovo ufficio a Seul per la crescente domanda di ChatGpt: la Corea ha il numero più alto di abbonati paganti al software e rappresenta “uno dei mercati più promettenti al mondo”, come ha dichiarato Jason Kwon.

Per fare un confronto, negli Stati Uniti – leader nello sviluppo dell’intelligenza artificiale tra università e centri di ricerca, big tech e startup innovative – la guida tecnologica non si traduce ancora in diffusione di massa. Nonostante investimenti massicci nel settore per oltre 300 miliardi di dollari, l’utilizzo dell’Ai nella popolazione fa registrare una penetrazione del 28,3%, in crescita del +2,1% sul primo semestre dell’anno. Fanno meglio degli Usa economie più piccole come Taiwan, Polonia e Ungheria.

 

Le intelligenze artificiali cinesi: il caso DeepSeek

L’ultima edizione del Global Ai Adoption in 2025 dell’Ai Economy Institute di Microsoft analizza il caso di studio di DeepSeek, il sorprendente modello di intelligenza artificiale open source sviluppato dalla startup cinese guidata da Liang Wenfeng. L’Ai low cost cinese – ad accesso completamente gratuito, rilasciata con licenza Mit (ovvero una licenza permissiva e non restrittiva) e aperta alla valutazione di ricercatori indipendenti per una validazione scientifica pubblica – bilancia la frattura globale tra Nord e Sud del mondo.

Utilizzata in modo marginale in Nord America e in Europa, DeepSeek ha favorito l’accessibilità e la democratizzazione dell’intelligenza artificiale, soprattutto in quei luoghi soggetti a sanzioni, vincoli economici e carenze infrastrutturali come Russia e Bielorussia, Iran, Corea del Nord, Siria, Cuba e Venezuela. È però in Africa che la piattaforma della startup ha registrato un incredibile successo, dove la sua diffusione è da due a quattro volte superiore rispetto ad altre regioni del mondo.

Il partner infrastrutturale fondamentale di DeepSeek è Huawei, la multinazionale tecnologica tra i maggiori produttori di apparecchiature per le reti telefoniche fisse e mobili. Per penetrare nei mercati emergenti, il gigante cinese sta promuovendo in maniera decisiva la trasformazione intelligente in Africa: già principale fornitore di infrastrutture, connettività e hardware nel continente con quasi il 70% della quota di mercato complessiva, la società guida il passaggio dall’informatizzazione a un’era completamente digitale in tutti i settori.

Immagine di Alessandro Zoppo

Alessandro Zoppo

Ascolta musica e guarda cinema da quando aveva 6 anni. Orgogliosamente sannita ma romano d'adozione, Alessandro scrive per siti web e riviste occupandosi di cultura, economia, finanza, politica e sport. Impegnato anche in festival e rassegne di cinema, Alessandro è tra gli autori di Borsa&Finanza da aprile 2022 dove si occupa prevalentemente di temi legati alla finanza personale, al Fintech e alla tecnologia.

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