Intelligenza artificiale: Ray Dalio evoca lo spettro delle dot-com

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Ray Dalio ha lanciato un avvertimento inquietante a Wall Street: la bolla dell’intelligenza artificiale assomiglia a quella delle dot-com. Il fondatore dell’hedge fund Bridgewater Associates, una delle figure di spicco del mondo della finanza, lo ha dichiarato alla carta stampata, contestualmente all’ultimo crollo dei titoli tecnologici alla Borsa americana.

L’irruzione nel mercato della nuova tecnologia da parte della startup cinese DeepSeek ha scosso tutta l’industria statunitense che ruota intorno all’AI (Artificial Intelligence). L’azienda fondata nel 2023 dall’ingegnere Liang Wenfeng – numero uno dell’hedge fund quantitativo basato sull’intelligenza artificiale High-Flyer – ha presentato sul finire della scorsa settimana un modello di AI generativa in grado non solo di ottenere le stesse performance delle piattaforme di OpenAI e Meta Platforms, ma soprattutto di farlo a una frazione di costo.

Wall Street ne è rimasta travolta, con Nvidia – principale progettista mondiale di chip focalizzati sull’AI – che in una sola seduta ha bruciato 589 miliardi di dollari di capitalizzazione.

Mai era successa una cosa simile in Borsa. Lo spettro delle dot-com di inizio millennio si fa ora più reale e gli investitori temono che possa configurarsi una situazione come quella in cui il Nasdaq perse nel giro di qualche anno oltre l’80% del suo valore di mercato. “Il punto in cui ci troviamo in questo momento è molto simile a quello in cui eravamo tra il 1998 e il 1999”, ha affermato Dalio. “In altre parole, c’è una nuova importante tecnologia che sicuramente cambierà il mondo e avrà successo. Ma alcune persone la confondono con il successo degli investimenti”.

Anche allora vi fu un aumento smisurato delle valutazioni tecnologiche grazie alla spinta dei bassi tassi di interesse e della crescente adozione di Internet. All’epoca la correzione arrivò quando il governatore della Federal Reserve, Alan Greenspan, iniziò a inasprire la politica monetaria. Quello fu l’appiglio a cui si legarono molti fondi per vendere le azioni quotate a prezzi esagerati. Una similitudine angosciante è che prima di quel crollo l’indice Nasdaq-100 raddoppiò di valore nel 1999, esattamente come ha fatto dall’inizio del 2023.

 

Intelligenza artificiale: per Dalio uno scontro che va al di là dell’economia

L’impegno finanziario della Cina nel campo dell’intelligenza artificiale, compreso il lancio di fondi per sostenere le aziende di chip in difficoltà dopo le strette USA, è stato evidenziato da Ray Dalio, il quale ha avvertito che la posta in gioco è insolitamente alta e va al di là degli aspetti economici. “La guerra tecnologica tra Cina e Stati Uniti è molto più importante della redditività, non solo per la superiorità economica, ma anche per quella militare”, ha detto.

Contestualmente, gli USA hanno incentivato a suon di miliardi le aziende internazionali a produrre nel suolo americano e recentemente il governo del neo presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, si è fatto carico di un’iniziativa per investire fino a 500 miliardi di dollari nei data center legati all’AI attraverso una joint venture che coinvolge SoftBank, OpenAI e Oracle. “Nel nostro sistema, in generale, ci stiamo muovendo verso un tipo di politica più industriale e complessa in cui ci sarà un’attività imposta e influenzata dal governo. Il capitalismo da solo non può vincere questa battaglia”, ha affermato Dalio.

 

Il crollo dei giganti

“Lo scherzetto” di DeepSeek è costato una quantità mostruosa di miliardi di dollari a chi ha investito nell’intelligenza artificiale. Con la disfatta di ieri a Wall Street, per alcuni degli uomini più ricchi del mondo è stato un vero bagno di sangue. Secondo i dati raccolti da Bloomberg, i titani del settore tecnologico hanno perso circa 94 miliardi di dollari nel complesso.

Nel dettaglio, con il tonfo del 16,97% di Nvidia, l’amministratore delegato Jensen Huang ha perso circa 20,1 miliardi di dollari. Ancora peggio è andata al cofondatore di Oracle, Larry Ellison, che ha visto evaporare 22,6 miliardi di dollari della sua fortuna dopo che le azioni della società sono sprofondate del 13,79%. Tra le altre batoste, sono da segnalare quelle subite da Michael Dell di Dell Inc. e del cofondatore di Binance Holdings, Changpeng Zhao, che hanno visto andare in fumo rispettivamente a 13 miliardi e 12,1 miliardi di dollari .

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari