Una vignetta a settimana sui temi della “behavioural economy“, ovvero sulla finanza comportamentale, la disciplina creata da Daniel Kahneman e Amos Tversky che studia come i fattori psicologici, le emozioni e i pregiudizi cognitivi influenzano gli investimenti degli individui e il comportamento dei mercati. Un breve dialogo che aiuta a capire come investire il proprio risparmio, in modo corretto. In maniera semplice e immediata. Oggi il tema affrontato ha a che fare con l’innovazione. La più avanzata, l’intelligenza artificiale, spaventa molti per l’impatto che può avere sul mondo del lavoro. Combatterla tuttavia è inutile perché si imporrà come hanno fatto tutte le altre grandi innovazioni del passato.
Ogni innovazione porta con sé vantaggi e svantaggi. Con l’intelligenza artificiale aumenterà l’efficienza e la produttività a discapito dei lavoratori oggi impegnati in quelle mansioni che potrebbero essere “sostituite” dalle macchine? Tutti si interrogano su questi argomenti, pochi sono in grado di esprimere un parere su come il futuro si paleserà. I luddisti nel 1800 distrussero i telai che allora rappresentavano un pericolo per il loro posto di lavoro. Servì? Nel 1900 in Italia la maggioranza della popolazione italiana (61%) era impiegata in agricoltura. E oggi? L’AI oggi inizia a modificare alcuni modi di lavorare rendendo marginali alcuni mestieri. Domani?









