Investimenti: ecco i 3 temi più seguiti dagli analisti di Fidelity

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Fidelity International ha pubblicato l’Analyst survey 2025. La ricerca, condotta tra novembre e dicembre del 2024, ha visto la partecipazione di 112 analisti del gestore, distribuiti in tutto il mondo, e ha identificato i 3 temi chiave per l’anno in corso:

 

 

Intelligenza artificiale: le aziende raccoglieranno i frutti, ma non quest’anno

Tra i temi al centro dell’attenzione non può non esserci l’intelligenza artificiale. Sul tema sono affiorati i primi dubbi dei mercati. Gli investitori si chiedono se gli ingenti investimenti effettuati dalle imprese nella nuova tecnologia genereranno un livello adeguato di redditività. Secondo gli analisti di Fidelity che hanno risposto al sondaggio, l’impatto sulla redditività aziendale sarà limitato quest’anno (72% dei rispondenti). Il vero potenziale si manifesterà invece nei prossimi cinque anni e le società dei settori sanitario e finanziario saranno quelle che più ne beneficeranno. Gli utilizzi maggiori avverranno per l’elaborazione delle immagini mediche, l’ottimizzazione dei processi di sviluppo e vendita dei farmaci, l’originazione dei prestiti, i rating di credito e i miglioramenti nei software.

Tra le aziende che dovranno attendere più a lungo ci sono invece quelle che stanno sfruttando l’intelligenza artificiale per ottimizzare le attività di back office e l’assistenza ai clienti, i vantaggi più sostanziali in termini di produttività sono ancora agli albori.

In ogni caso, l’investimento nella nuova tecnologia non si fermerà, in particolare nei settori tecnologico e delle comunicazioni. Come conseguenza, la valutazione degli investimenti nelle società interessate al grande trend dell’intelligenza artificiale dovrà essere più selettiva. Il 28% degli analisti coinvolti nella ricerca ritiene infatti che vi sia una notevole disparità nelle valutazioni delle aziende coperte.

 

Gli investimenti nell’era Trump

Il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca potrebbe avere un impatto più significativo rispetto a quanto accaduto nel suo primo mandato. Gli analisti di Fidelity ritengono che il contesto sarà favorevole alle operazioni di M&A grazie alle politiche di allentamento della regolamentazione della nuova amministrazione. In pole position per sfruttare questo scenario ci sono le società dei settori sanità, servizi di comunicazione, informatica, immobiliare ed energia.

L’altra faccia della medaglia di Donald Trump sono le perturbazioni ai commerci internazionali sotto forma di dazi. Questo spinge gli analisti di Fidelity verso una maggiore prudenza. Con riferimento alla sola area del Nord America, tuttavia, il 47% degli analisti evidenzia che le imprese sono fiduciose e orientate a investire nei prossimi dodici mesi, un dato tre volte superiore a quello del sondaggio 2023.

 

Cina: gli stimoli economici innescheranno il recupero

Da quando la Cina ha riaperto la sua economia dopo i lockdown del Covid, gli investitori aspettano la ripartenza. La quale finora è rimasta latitante. Per il 2025, invece, gli stimoli alla crescita messi in campo dal governo invitano all’ottimismo. Nonostante le sfide che il settore immobiliare deve ancora affrontare, la deflazione persistente e la debolezza della domanda dei consumatori, oltre il 70% degli analisti di Fidelity prevedono un impatto positivo della politica monetaria sui fondamentali aziendali, mentre più dell’80% è fiducioso sugli effetti delle politiche fiscali.

Gli stimoli dovrebbero portare a una graduale ripresa del settore dei beni di consumo discrezionali, con la classe media incoraggiata a spendere di più in elettrodomestici, mobili ed elettronica. Inoltre, si prevede un aumento dei dividendi e dei buyback tra le aziende cinesi, con circa il 60% degli analisti che si aspetta un moderato incremento dei dividendi totali quest’anno.

Anche le aziende si stanno muovendo in modo favorevole agli investitori. Circa il 60% degli analisti cinesi di Fidelity prevede che le aziende di cui si occupa aumenteranno moderatamente i dividendi totali quest’anno. Si tratta di una percentuale più alta rispetto al 38% relativo all’Asia (escluse Cina e Giappone), sebbene ancora lontana dal Giappone, che si attesta a quasi il 90%, la percentuale più alta al mondo.

 

 

Nel grafico vengono mostrate le attese sugli impatti delle politiche fiscali sulle imprese nelle varie aree geografiche seguite dagli analisti di Fidelity
Le attese per l’impatto delle politiche fiscali sulle società – Fonte, Fidelity Analyst Survey. In arancione le risposte positive, in blu quelle negative.
Immagine di Redazione

Redazione

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