Investimenti: ecco la strategia del portafoglio permanente

Articolo sponsorizzato

Condividi su

Ascolta questo articolo

Le Borse oggi sono chiuse per il Venerdì Santo e gli operatori di mercato possono fermarsi a riflettere sulle strategie riguardanti i loro investimenti. Un’ottima occasione per fare il punto della situazione approfittando della pausa.

I primi quattro mesi e mezzo del 2025 hanno offerto alcuni spunti su cui varrebbe la pena di soffermarsi. Sui mercati azionari è tornata la paura dopo due anni in cui il rally sembrava incontenibile.

A Wall Street, l’indice S&P500 è scivolato di 10 punti percentuali, sottoperformando il benchmark europeo Stoxx 600 che viaggia sulla parità. Un andamento così negativo della Borsa americana rispetto ai mercati del Vecchio continente non si vedeva da decenni. Gli investitori temono che l’economia statunitense precipiti in una recessione a causa della guerra commerciale innescata dai dazi del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.

Le tensioni economiche si uniscono a quelle di natura geopolitica, con la guerra tra Russia e Ucraina che prosegue lasciando con l’amaro in bocca quanti speravano in Trump per raggiungere una pace in tempi brevi.

In questo contesto gli operatori si sono rifugiati in porti sicuri come l’oro e, inizialmente, i titoli di Stato americani.

L’oro ha macinato record storici, sfondando quota 3.300 dollari l’oncia, mentre i Treasury sono stati abbandonati. In questo periodo i trader vendono tutto ciò che riguarda gli Stati Uniti. A conferma di questo c’è il crollo del dollaro Usa, che ha perso bruscamente posizioni nei confronti di tutte le principali valute. Molti stanno mettendo in discussione anche il ruolo della moneta americana come riserva di valore mondiale.

 

Investimenti: quali strategie di portafoglio adottare?

In questo clima plumbeo, gli investitori cercano soluzioni per costruire la propria strategia di portafoglio ottimale. Tradizionalmente, il modello 60/40 (60% di azioni, 40% di obbligazioni) funziona egregiamente, con qualche eccezione, come nel 2022 quando azioni e obbligazioni si sono mosse all’unisono al ribasso.

Tuttavia, come rileva Michael Hartnett, stategist di Bank of America, “la sovraperformance a lungo termine del 60/40 è ai minimi da 14 anni” ed è per questo che occorrono investimenti “più bilanciati e diversificati”.

La soluzione proposta da Hartnett è una strategia conservativa che pare far meglio con l’instabilità dei mercati. Si tratta del cosiddetto “portafoglio permanente“, ossia diviso in maniera equa tra azioni, obbligazioni, liquidità e oro.

Da inizio anno, la strategia è in progresso del 4,7%, a fronte di un calo del 60/40 del 5,4%, osserva lo stratega.

Ad ogni modo, Hartnett consiglia nel trimestre in corso di continuare a vendere le azioni sui rialzi fino a quando non emerga chiaramente che la Federal Reserve sia disputata a tagliare i tassi di interesse e Trump inizi a ridurre le tariffe.

Guardando a Wall Street, l’esperto vede la possibilità di iniziare ad accumulare in acquisto con l’S&P500 a 5.400 punti, per entrare in maniera più aggressiva a 5.100 punti nel momento in cui “appaia imminente una situazione di panico politico”. In ogni caso, si potrebbe aspettare quota 4.800 punti per acquistare con più convinzione. A quel livello, infatti, gli investitori “prezzerebbero una recessione breve/superficiale”, ha affermato.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

Ricevi gratis la copia di Borsa&Finanza

Ottieni la copia digitale del nostro magazine e resta aggiornato su mercati, economia e scenari finanziari