Investimenti: i fondi ora puntano sui mercati privati - Borsa e Finanza

Investimenti: i fondi ora puntano sui mercati privati

Investimenti: i fondi ora puntano sui mercati privati

Dove allocare i propri investimenti in questa fase storica? Per i gestori dei fondi le scelte di investimento non sono molto facili in questo periodo. Le azioni hanno raggiunto valutazioni molto alte e, con la prospettiva di rialzo dei tassi d’interesse da parte delle Banche centrali, potrebbero pagare il costo opportunità rispetto alla detenzione di titoli a reddito fisso. Le obbligazioni però dal canto loro non sarebbero nemmeno una prima scelta.

Fino a poco tempo fa la partita con le azioni era inesistente, perché con i rendimenti praticamente a zero era quasi automatico dirottare le preferenze verso titoli a rischio. Con l’aumento dei tassi la posta si fa più equilibrata, però vi è un altro elemento che gioca contro i titoli pubblici e privati, ossia l’inflazione. I rendimenti reali infatti sarebbero ancora negativi, a meno dell’acquisto di strumenti indicizzati ai prezzi al consumo. Anche qui però il rapporto rischio/rendimento in questo frangente storico non offre moltissime opportunità.

 

Mercati privati: gli investimenti stanno crescendo

Negli ultimi tempi quindi si sta facendo strada tra gli investitori la possibilità di mettere denaro sui mercati privati, che in questo momento hanno raggiunto la cifra di 8.000 miliardi di dollari. Philippe Lespinard, responsabile dell’asset management a Londra presso Union Bancaire Privée, ritiene che piuttosto che puntare su titoli di debito che offrono massimo il 2-3% va valutata l’alternativa di prestare soldi a operatori privati senior, tipo progettisti immobiliari di edilizia abitativa che hanno un ritorno del 6-8%.

Calpers, che è il più grande piano pensionistico pubblico americano con 500 miliardi di dollari di assets in gestione, ha incrementato dall’8% al 13% la sua allocazione nel mercato privato, riducendo nel contempo le azioni pubbliche dal 50% al 42%.

 

Mercati privati: potrebbero insidiare quelli pubblici?

Altri fondi pensione tuttavia sono ancora molto cauti per una questione legata soprattutto alla liquidità. Quest’ultima in effetti rappresenta il grande inconveniente rispetto ai mercati pubblici, dove un bene può essere venduto in qualsiasi momento e a qualsiasi prezzo. Quando invece nei mercati privati il gioco si fa duro potrebbe essere molto difficile trovare un acquirente, quantomeno alle condizioni tali per uscire dall’affare rapidamente senza subire una grossa perdita. Calpers è consapevole di tutto questo, tuttavia ritiene di avere una capacità sufficiente per sopportare un’eventuale flessione significativa del mercato.

César Pérez Ruiz, responsabile degli investimenti di Pictet Wealth Management, sostiene che la liquidità è una cosa che ha un grande valore e per questo viene prezzata nei mercati pubblici. Alla fine, se questi ultimi non sono troppo vulnerabili alla crescita degli investimenti globali parcheggiati nei mercati privati lo si deve proprio a quel gap di liquidità che fa la differenza.

La cosa risulta ancora più evidente nelle situazioni di shock dei mercati, come avvenuto nella primavera del 2020, quando arrivò il cigno nero del Coronavirus. In quel momento nessuno voleva più comprare e solo la presenza in una Piazza ampia e liquida poteva permettere di non rimanere con il cerino in mano. Quindi, quanto i mercati privati realmente potrebbero insidiare quelli pubblici? Secondo Sonja Laud, chief investment officer di Legal & General Investment Management, molto poco ancora, perché “sono troppo piccoli e i volumi al confronto estremamente limitati”.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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