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Investire in Asia? Ecco come fare con gli ETF

Investire in Asia? Ecco come fare con gli ETF quotati a Piazza Affari

Investire in Asia? Un continente in tumultuoso sviluppo con una presenza dominante, la Cina. Vediamo come investire in azioni dell’Estremo oriente

 

Investire in Asia? L’investimento nel mercato azionario asiatico non è così semplice. L’area ricompresa in questa indicazione geografica è amplissima e contiene nazioni con grandi differenze tra loro. Inoltre bisogna capire che cosa si intenda quando si dice di voler investire in Asia. Asia emergente? Asia sviluppata? Sì, perché di questo complesso agglomerato fanno parte sia la Cina che il Giappone, sia la Corea del Sud che il Vietnam. Inoltre esistono indici dell’Asia Pacifico che dedicano una parte importante della loro composizione all’Australia e altri escludono il Giappone. Pertanto, per avere una esposizione complessiva al continente asiatico, bisognerà selezionare almeno un ETF emergente asiatico e uno che contenga il Giappone. Anche così non sarà possibile evitare il peso preponderante della Cina nella maggior parte degli indici.

L’Asia è un continente al quale gli investitori guardano con grande attenzione ormai da anni per questioni demografiche e naturalmente di prospettive di crescita economica. Al suo centro, per le dimensioni sproporzionate rispetto a tutto ciò che gli sta intorno c’è la Cina. Ruotando non solo geograficamente attorno alla Cina i Paesi dell’area sfruttano la domanda della seconda economia mondiale per alimentare la domanda interna e le esportazioni verso il resto del mondo, in un circolo virtuoso che ha già portato paesi come la Corea del Sud a uscire dallo status di Paese emergente.

 

Investire in Asia: 3 ETF quotati alla Borsa di Milano

Vediamo ora tre ETF azionari quotati alla Borsa di Milano che permettono ai risparmiatori di investire in Asia. Il primo strumento che andiamo ad analizzare è Amundi Msci Emerging Market Asia (ISIN LU1681044480). Come dice la descrizione dell’ETF i protagonisti in questo caso sono i Paesi emergenti asiatici con la Cina che fa la parte del leone con il 40% di peso sull’intero paniere di titoli. Segue Taiwan (20%), India (16%) e Corea del Sud (16%). I settori dominanti sono quello tecnologico (27%), finanziario (17%) e dei beni ciclici (15%).

Un secondo ETF questa volta emesso da iShares, investe nell’Asia orientale escludendo Giappone e India. L’ETF è l’iShares Far East ex Japan (ISIN IE00B0M63730). Un terzo del portafoglio è investito in Cina con Taiwan e Corea del Sud che seguono rispettivamente con il 21% e il 16% del totale degli asset. Finanziari e tecnologici coprono il 50% del paniere complessivo equamente ripartito tra i due settori.

Esiste un terzo ETF che in realtà permette di investire nell’intera area pacifica Giappone compreso. Pur investendo in Australia il 36% del totale del portafoglio, iShares Asia Pacific Dividend (ISIN IE00B14X4T8) diversifica geograficamente la restante parte tra azioni giapponesi e di Hong Kong, quindi sostanzialmente Cina. Il tutto seguendo la filosofia dell’azionario ad alto dividendo.

Con questi tre ETF abbiamo praticamente fatto una sintesi dei 27 ETF asiatici quotati sulla borsa italiana. Di questi almeno 6 hanno strategie sostenibili e oltre 20 hanno una capitalizzazione di mercato superiore ai 100 milioni di euro. Un puzzle, quello asiatico, tutto da comporre per l’investitore italiano. Si possono scegliere diverse strategie che permettono di coprire l’intera area tenendo comunque ben presente il peso dominante sempre più forte che le azioni cinesi stanno avendo su questo tipo di esposizione geografica.

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