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Ipo cinesi: cambiano le regole, ecco tutto quello da sapere

Ipo cinesi: cambiano le regole, ecco tutto quello da sapere

Le autorità di regolamentazione dei mercati finanziari in Cina hanno preparato una bozza contenente alcune proposte per rivitalizzare il mercato delle IPO cinesi. Il documento mira ad allentare le regole per le offerte pubbliche iniziali attraverso un meccanismo di quotazione basato sulla registrazione in tutte le Borse nazionali. In sostanza, la Commissione di regolamentazione dei titoli cinesi smetterebbe di effettuare un controllo delle vendite di azioni pianificate, riducendo i periodi di revisione e facilitando le inserzioni nazionali. Attraverso un processo di quotazione accelerato e una maggiore libertà nella fissazione dei prezzi, il mercato delle IPO in Cina riceverebbe un’ulteriore spinta.

Lo scorso anno a livello globale si è registrato un autentico crollo del numero a livello globale delle società che volevano diventare pubbliche, per effetto delle turbolenze che si sono manifestate nei mercati finanziari. La Cina però ha fatto eccezione. Basti pensare che le Borse di Shanghai, Shenzen e Pechino hanno portato proventi record dalle IPO nel 2022 per 92 miliardi di dollari, secondo i dati compilati da Bloomberg. Ciò è corrisposto a una quota della Cina sul totale delle offerte pubbliche iniziali del 46%, oltre il triplo rispetto al 13% della fine del 2021 e quasi quattro volte quella degli Stati Uniti.

 

IPO cinesi: cosa comporteranno le nuove regole nel 2023

Tutto ciò si unisce allo sforzo decennale del Paese per cercare di liberalizzare il mercato azionario, mentre le tensioni con gli Stati Uniti si facevano sempre più fitte con la minaccia di delisting da Wall Street delle aziende cinesi che non si adeguavano alle regole contabili americane. Prima che le regole diventino attuabili a Shanghai e Shenzen, sarà comunque necessaria l’approvazione normativa della China Security Regulation Commission, ha specificato il regolatore, che ora si aspetta un feedback pubblico sulla bozza entro il 16 febbraio.

Ad ogni modo, già questo rappresenta un grande passo avanti per uniformare le Borse cinesi a quelle degli altri paesi più evoluti. L’afflusso di denaro che le Borse cinesi potranno accogliere con la riforma prenderà ulteriore forza dalla riapertura delle attività produttive del paese, dopo un anno terribile passato all’insegna di blocchi anti-Covid in nome di una politica zero-contagi. Il nuovo approccio di Pechino indubbiamente incoraggerà molte aziende cinesi a diventare pubbliche, una volta che l’economia darà segnali eloquenti di ripresa, come emerge del resto dai primi dati del 2023. “La pipeline di società cinesi di alta qualità con ambizioni di IPO è cresciuta nel 2022 e continuerà a farlo per tutto il 2023”, ha affermato alla fine del mese scorso James Bean, gestore di portafoglio ECM di Myriad Asset Management. “Molte di queste aziende cercheranno di raccogliere capitali non appena ci saranno ulteriori prove di successo nella transizione verso un’economia post Covid-Zero e il sostegno al mercato del lavoro interno”, ha aggiunto.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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