IPO: crollo a Londra nel 2022, ecco perché - Borsa e Finanza

IPO: crollo a Londra nel 2022, ecco perché

IPO: crollo a Londra nel 2022, ecco perché

La Borsa di Londra ha registrato un calo delle IPO quest’anno in termini di denaro raccolto, sebbene siano aumentate le quotazioni in confronto ai primi 3 mesi del 2021. Allora 14 società sono diventate pubbliche, di cui 12 sul mercato principale e 2 sull’Alternative Investment Market. Da gennaio a marzo del 2022 invece il numero delle Offerte Pubbliche Iniziali è salito a 19, con 12 sulla Piazza principale e 7 sull’AIM. Ad aver subito un crollo drammatico è stata la raccolta, con soli 394 milioni di sterline. In pratica, un calo del 94% in confronto ai 6,5 miliardi di sterline ottenuti l’anno scorso.

Da cosa è stato determinato questo? Secondo Scott McCubbin, leader dell’IPO per Regno Unito e Irlanda presso EY, sono diversi i fattori che hanno comportato tale crollo verticale. Innanzitutto bisogna considerare la guerra Russia-Ucraina e poi altri venti contrari come i prezzi alti dell’energia e delle materie prime, le pressioni inflazionistiche e l’aumento dei tassi d’interesse. Da tutto questo è derivata una grande incertezza per i flussi di cassa futuri delle imprese e quindi gli investitori preferiscono destinare con parsimonia il proprio denaro.

L’esperto ritiene che il mercato delle IPO continuerà a essere debole anche nel secondo trimestre, per effetto del fatto che perdureranno anche i problemi legati alla catena di approvvigionamento. Per quel che riguarda invece la seconda metà del 2022, McCubbin ha affermato che vi potrà essere un rimbalzo, ma i rischi determinati dal conflitto e dal panorama macroeconomico rimarranno in essere.

 

 

IPO UK: le più grandi quotazioni

In un contesto in cui i prezzi dell’energia sono stati in continua crescita, non potevano che essere le società energetiche le più grandi IPO a Londra. Nel mercato principale New Energy One Acquisition ha raccolto 175 milioni di sterline, mentre sull’AIM Clean Power Hydrogen ha portato a casa 30 milioni di sterline. Se si fa il paragone con quanto accaduto lo scorso anno si nota una differenza ben marcata. Nel 2021 infatti il rivenditore di scarpe Dr. Martens ha eseguito un’IPO sul mercato principale da quasi 1,5 miliardi di sterline, mentre sull’AIM la società editrice di videogiochi americana TinyBuild ha raccolto 154 milioni di sterline.

 

IPO: la situazione a livello mondiale

Uscendo dal perimetro britannico, anche a livello mondiale si è potuto constatare un vero tracollo delle quotazioni pubbliche, sia sotto l’aspetto numerico che sotto il profilo quantitativo. Le IPO del primo trimestre di quest’anno sono state 321, con 54,4 miliardi di dollari raccolti. Questo significa una diminuzione delle operazioni del 37% e dell’importo raccolto del 51%. La maggior parte delle IPO si sono viste nelle Piazze di Shangai e Shenzen, con una quota del 24% delle nuove offerte e del 52% dei proventi a livello globale.

A giudizio di Helen Pratten, partner per la strategia e le transazioni di EY, sarebbe stato difficile seguire la stesse performance del 2021, quando vi è stato un supporto significativo dei titoli tecnologici. Adesso gli scarsi risultati in Borsa di questi ultimi hanno peggiorato il sentiment degli investitori, i quali hanno preferito defilarsi.

 

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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