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IPO indiane: flussi sostenuti nel 2024, ma 2 preoccupazioni per gli investitori

IPO indiane: flussi sostenuti nel 2024, ma 2 preoccupazioni per gli investitori

Le IPO indiane stanno spuntando a ritmo sostenuto. Secondo i dati forniti da Dealogic, a gennaio di quest’anno 21 nuove società si sono quotate alla Borsa di Mumbai raccogliendo 678 milioni di dollari, a fronte di 17 milioni di dollari dello stesso periodo del 2023. Inoltre, sulla base di quanto riportato dalla società di intermediazione IIFL, altre 66 aziende hanno depositato i documenti presso le autorità di regolamentazione indiane per diventare pubbliche. Tra queste spiccano il produttore di veicoli a due ruote Ola Electric, che si candida per essere tra le principali IPO indiane degli ultimi due anni, e il gruppo fintech MobiKwik. Grazie all’entusiasmo intorno alla Borsa indiana, la capitalizzazione complessiva delle azioni è arrivata a circa 4.000 miliardi di dollari, superando Hong Kong e facendo dell’India il settimo mercato più grande del mondo.

 

IPO indiane: 3 fattori che spiegano i grandi flussi

Ad attirare le società in Borsa contribuiscono almeno tre fattori. Il primo riguarda le grandi prospettive di crescita dell’economia indiana. Il PIL nel Paese è risultato quello a più rapido aumento di tutta l’area asiatica e tra i più sostenuti in tutto il mondo. Per quest’anno si prevede che l’economia si espanderà a un tasso del 7%. Tutto ciò ha trasmesso agli investitori un sentiment di entusiasmo e fiducia, rafforzato dal fatto che l’India è diventata la nazione più popolosa al mondo lo scorso anno superando la Cina.

Il secondo fattore si riferisce al miglioramento degli utili societari. Le grandi aziende quotate hanno tratto vantaggio dalla politica del primo ministro Narendra Modi sugli investimenti infrastrutturali e nella digitalizzazione. Questa settimana, tra l’altro, il governo ha annunciato un corposo piano di spesa pubblica per il 2024, anche in vista delle elezioni che si sosterranno in piena primavera.

Il terzo elemento corrisponde al forte interesse da parte degli investitori stranieri, fuggiti dal mercato cinese per via delle tensioni geopolitiche con l’Occidente e in caccia di rendimenti. Sulla base di quanto riportato da Société Générale, nel 2023 gli investimenti dall’estero nelle azioni indiane sono ammontate a oltre 20 miliardi di dollari, in confronto agli 8 miliardi di dollari riversati nelle azioni cinesi. Inoltre, grazie alla digitalizzazione, a fine dello scorso anno i conti di trading in India hanno raggiunto un record di quasi 140 milioni di unità.

 

Due grandi preoccupazioni

Non è tutto oro quel che luccica, tuttavia. Nonostante la corsa sfrenata alle IPO, ci sono delle preoccupazioni per la scarsa performance di molte quotazioni della Borsa indiana. Da un recente rapporto della società di investimento YK2 Partners, emerge che da inizio 2021 due terzi delle quotazioni sono rimaste indietro rispetto all’indice borsistico generale. Uno degli esempi più eloquenti è quello che riguarda la fintech Paytm, le cui azioni sono scambiate a circa il 70% in meno rispetto al prezzo IPO di novembre 2021. Questa settimana, la Reserve Bank of India ha ordinato alla start-up di smettere di accettare depositi e offrire servizi bancari a causa di “persistenti inadempienze e preoccupazioni in materia di vigilanza”.

Nel lungo termine, insomma, le IPO indiane rendono al di sotto delle aspettative e questo sta guidando alcuni investitori istituzionali a non partecipare a nuove quotazioni. Tra questi, il gruppo finanziario Motilal Oswal, che per bocca del suo presidente Raamdeo Agrawal ha affermato di preferire aumenti di capitale da società già quotate alle nuove IPO. Il motivo è che le aziende da tempo sul mercato risultano più trasparenti circa le loro finanze in confronto a quelle appena arrivate.

Un’altra fonte di preoccupazione riguarda la valutazione delle azioni indiane giunta a livelli record. Secondo gli analisti di Société Générale, le azioni indiane sono valutate molto di più rispetto alle loro controparti cinesi, per questo “l’argomento della forza relativa si sta in qualche modo indebolendo”. A giudizio di Kunal Vora, responsabile della ricerca azionaria indiana presso BNP Paribas, “i solidi fondamentali e le stime di crescita per il prossimo anno faranno continuare i forti flussi di IPO indiane nel breve termine, ma rimane la preoccupazione della valutazione”.

AUTORE

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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