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IPO USA: le azioni fanno meglio dell’S&P 500 nell’ultimo anno

IPO USA: le azioni fanno meglio dell'S&P 500 nell'ultimo anno

Le IPO USA, le nuove società quotate a Wall Street nell’ultimo anno, sono riuscite a performare meglio rispetto all’indice S&P 500. Sulla base dei dati forniti da Dealogic le azioni delle società che hanno raccolto almeno 100 milioni di dollari nelle loro offerte pubbliche iniziali dall’inizio del 2023 hanno battuto il principale benchmark americano in media di 18 punti percentuali. L’indice Renaissance IPO – un paniere ponderato per la capitalizzazione di mercato di società quotate negli ultimi tre anni – è salito del 44% dall’inizio del 2023, rispetto a un guadagno del 24% per l’indice S&P 500 e del 42% per il Nasdaq Composite.

A suonare la carica sono state alcune grandi quotazioni di successo come quella della biotech RazyzeBio, le cui azioni sono balzate del 244% sulla notizia che Bristol Myers Squibb avrebbe acquisito la società per 4,1 miliardi di dollari. Ha contribuito anche il rally del 125% del titolo del gruppo assicurativo Skyward Specialty

 

IPO USA: una raccolta ancora bassa

Questi dati compensano almeno in parte l’anemia di nuove aziende diventate pubbliche nel 2023. Dealogic osserva come la raccolta complessiva lo scorso anno sia arrivata appena a 20 miliardi di dollari, che è un valore doppio rispetto a quello del 2022 ma al di sotto del 90% in confronto al 2021. La situazione critica viene spiegata con le condizioni incerte di mercato che hanno frenato molte società, timorose della reazione di investitori ancora turbati dai rialzi dei tassi di interesse della Federal Reserve. Ha avuto il suo peso anche la fredda accoglienza, rispetto alle aspettative, di alcune IPO USA di grande profilo, come quella del progettista britannico Arm Holdings e del produttore di sandali tedesco Birkenstock. Entrambe le aziende hanno cambiato marcia a Wall Street sul finire dell’anno, dopo alcuni mesi dal loro debutto.

 

Quali prospettive per quest’anno

Gli acquisti nell’ultimo scorcio del 2023 fanno ben sperare per una ripresa delle IPO USA nell’anno in corso, soprattutto ora che il mercato sta scontando un cambiamento radicale della politica monetaria della Fed. La Banca centrale statunitense ha annunciato tre tagli dei tassi di interesse nel 2024 ma gli investitori se ne aspettano almeno 5 o 6, con la possibilità che la prima mossa arrivi già nel mese di marzo. Per tale ragione alcune aziende private ancora titubanti potrebbero rompere gli indugi e affrontare il mercato. “Negli ultimi due mesi numerosi dati supportano prospettive più favorevoli per il 2024” ha affermato Jesse Mark, responsabile globale dei mercati dei capitali azionari presso la banca d’investimento Jefferies.

Esprime una cautela Gregg Nabhan, presidente dei mercati dei capitali azionari globali di Bank of America, sottolineando che i tempi d’oro delle IPO americane difficilmente torneranno. “Abbiamo gettato le basi per i miglioramenti nel 2024, ma è un mondo nuovo e non assomiglierà affatto a quello vecchio con denaro gratuito” ha affermato. A suo giudizio il mercato tenderà a premiare quelle società che riusciranno a mostrare un percorso chiaro per raggiungere la redditività. Ciò contrasta con quanto successo in passato quando gli investitori spesso erano attratti da aziende che si concentravano essenzialmente sui ricavi senza preoccuparsi troppo di essere redditizie. “Si tratta di un cambiamento secolare, non ciclico. C’è una mentalità diversa da parte dei gestori di fondi”, ha puntualizzato Nabhan.

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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