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Italia e Lagarde ai ferri corti, ecco cosa succede dopo ultimo rialzo tassi

Italia e Lagarde ai ferri corti: per il senatore Gasparri il capo della BCE va cacciato

Tra l’Italia e Christine Lagarde è guerra aperta. Ad accendere la miccia oggi è stato il senatore Maurizio Gasparri, rappresentante di Forza Italia – uno dei partiti che sostiene la maggioranza di governo – che in un tweet si è scagliato contro il governatore della Banca Centrale Europea. “Deve essere espulsa”, ha affermato l’ex ministro delle Comunicazioni sotto il governo Berlusconi.

Non è la prima volta che Gasparri si esprime in questi termini nei confronti dell’economista francese, a cui ha sempre contestato le decisioni di politica monetaria. Dopo la famosa riunione della BCE nel periodo pandemico, in cui la Lagarde prese posizioni distanti dal sostegno monetario ai governi travolti dalla crisi Covid facendo crollare il FTSE Mib del 17%, l’esponente di centro-destra la accusò di essere “incapace e irresponsabile” ed è per questo che andava “cacciata” dal ruolo che occupava.

 

Italia e Lagarde: mai stata luna di miele

L’ultima esternazione di Gasparri non rispecchia la posizione ufficiale di Palazzo Chigi nei confronti del presidente dell’Eurotower, ma finora gli esponenti dell’esecutivo non sono andati troppo per il sottile nei commenti sulla conduzione della politica monetaria della BCE. Il ministro degli Esteri e vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani ha dichiarato in un’intervista che l’aumento dei costi di finanziamento conseguente alla stretta sui tassi d’interesse rischia di infliggere una crisi economica in quanto “danneggia aziende e famiglie, minacciando una recessione”.

Il mese scorso si era messo sul piede di guerra anche l’altro vicepremier, nonché ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, che aveva addirittura chiesto un incontro con il rappresentante italiano nel Board della BCE, Fabio Panetta. “Quella di Christine Lagarde è una scelta insensata e dannosa, anche perché l’inflazione è stata causata dai prezzi dell’energia”, aveva dichiarato il leader leghista. “La Lagarde ha un mutuo a tasso variabile? Sa di quanto stanno aumentando le rate? A chi fanno comodo queste decisioni assurde? Chiederemo un incontro con il rappresentante italiano nel board della Bce per discutere il problema e analizzare soluzioni”, aveva aggiunto.

 

I rischi della politica monetaria della BCE

Gasparri che spara a zero su Lagarde non dovrebbe creare un incidente diplomatico con la BCE, ma potrebbe alimentare tensioni tra Roma e Francoforte. L’Italia si trova in una posizione molto delicata, in quanto l’enorme debito pubblico che si carica sul groppone rischia di pesare oltremodo con l’aumento dei costi di finanziamento. Questo potrebbe avere riflessi deleteri nei mercati finanziari, con i titoli di Stato che finirebbero sotto attacco speculativo.

Lagarde ha rassicurato l’Italia attraverso lo scudo anti-spread lanciato nell’estate dello scorso anno e pronto ad essere attivato in caso di necessità. Le schermaglie in corso però potrebbero produrre l’effetto di indispettire l’ex-FMI, che a questo punto potrebbe avere meno riguardo nei confronti della terza potenza europea. Ieri intanto nel meeting di luglio della BCE, Lagarde ha alzato i tassi d’interesse dal 4,25% al 4,5%, affermando che l’inflazione è scesa ma non abbastanza. Dichiarazioni che, se i mercati hanno visto in chiave positiva perché vi hanno trovato un tono più morbido rispetto alle ultime uscite del presidente dell’istituto monetario, l’Italia di governo le interpreta in chiave minacciosa.

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Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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