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ITALIA, NUOVO CROLLO DELL’INDUSTRIA

Nuova contrazione nella produzione industriale italiana. Il dato è sceso dello 0,7% rispetto ad aprile, mancando le aspettative del mercato di una crescita dello 0,1%. E’ il secondo calo consecutivo della produzione dopo il -1% registrato a marzo e il secondo dato peggiore del 2019, dopo i buoni risultati di gennaio (+1,9%) e febbraio (+0,8%).


source: tradingeconomics.com

CRESCONO SOLO ENERGIA E INDUSTRIE ALIMENTARI
In generale, nei primi quattro mesi dell’anno emerge un ribasso cumulato del 14,7%. Da marzo l’indice è in aumento solo per il comparto energia, gas, vapore e aria (+5,8%).  Le industrie alimentari, bevande e tabacco (+4,9%). Le flessioni più ampie si registrano invece nelle industrie tessili, abbigliamento, pelli e accessori (-8,2%), nella fabbricazione di coke e prodotti petroliferi raffinati (-7,4%) e nella fabbricazione di macchinari e attrezzature (-6,2%).

SU BASE ANNUALE
Cattive notizie anche per quanto riguarda il dato annuale della produzione industriale. Rispetto al mese di aprile dell’anno scorso, l’indice è sceso dell’1,5%, deludendo anche le attese degli analisti, che avevano stimato un calo dello 0,2%. A contribuire alla contrazione, in particolare, emerge il -17,1% della produzione italiana di autoveicoli, in linea con la crisi globale del settore automotive.

ANALISI E SERIE STORICA
Negli ultimi cinque anni, la produzione industriale in Italia ha raggiunto un rialzo massimo del 2,1% a dicembre, nel 2017. Nel mese di gennaio dello stesso anno troviamo invece il ribasso maggiore: -2,3%. Dal 1960 al 2019, la media della crescita della produzione industriale in Italia è pari +0,19%. Il massimo storico risale a dicembre 1972: +13,5%. Il minimo il mese successivo, a gennaio, ne 1973: -14,8%.


source: tradingeconomics.com

MOVIMENTI DI MERCATO
L’indice, che rappresenta un buon indicatore della forza del settore manifatturiero e che misura il cambiamento della produzione totale delle fabbriche, delle aziende e degli erogatori dei servizi pubblici, sta contribuendo alla flessione del Ftse Mib: dopo un’apertura positiva, piazza Affari è registrato una flessione che l’ha trascinata sotto la parità.

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