Italia: per Ray Dalio si profilano scenari da guerra civile - Borsa e Finanza

Italia: per Ray Dalio si profilano scenari da guerra civile

Italia: per Ray Dalio si profilano scenari da guerra civile

Oggi per l’Italia è una giornata campale dal punto di visto politico. Il Primo Ministro Mario Draghi si è da poco presentato davanti al Parlamento italiano per ottenere la fiducia al Governo dopo che la scorsa settimana ha rassegnato le sue dimissioni, respinte dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. La situazione che si è venuta a creare nel Paese ha scosso tutto il panorama economico-finanziario, in quanto questo è un momento molto delicato.

La crisi energetica e l’inflazione salita a livelli insostenibili costringerà la Banca Centrale Europea ad alzare i tassi d’interesse nella riunione di domani per la prima volta dal 2011 e la stretta potrebbe anche essere di mezzo punto percentuale. Questa non è di certo una buona notizia per l’Italia, il cui debito pubblico ha superato la soglia del 150% del PIL e rischia di affrontare problemi di sostenibilità con l’aumento degli oneri da interessi. Se la situazione dovesse degenerare, l’Eurotower sarebbe costretta ad attivare lo scudo anti-spread annunciato il mese scorso e di cui probabilmente fornirà ulteriori dettagli nel meeting di domani.

L’ultima cosa di cui avrebbe bisogno la terza potenza europea in questo momento è proprio un’instabilità politica, anche e soprattutto perché l’autorevolezza di Draghi viene riconosciuta a livello internazionale come uno scudo sia per le turbolenze eventuali sui mercati finanziari, sia per gestire le risorse provenienti dall’Europa finalizzate ad attuare le riforme.

 

Ray Dalio: situazione italiana preoccupante

A esprimere molta preoccupazione sulla condizione italiana è il grande investitore Ray Dalio, che considera il Belpaese vulnerabile a una crisi finanziaria e debitoria, che “potrebbe portare a scenari interni da guerra civile”. Il fondatore di Bridgewater Associates, il più grande hedge fund del mondo, ritiene che a pesare fortemente sull’Italia siano il debito pubblico eccessivo, la guerra Russia-Ucraina che incide dal punto di vista energetico e la grande conflittualità all’interno della Nazione.

Il terremoto politico che si è determinato nelle istituzioni italiane dovrebbe essere risolto con la fiducia a Draghi da parte delle Camere, in quanto l’ex Governatore delle BCE non è solo capace, ma ampiamente rispettato sia in Italia che dagli investitori internazionali, secondo Dalio. Tuttavia, a giudizio del grande finanziere, non è sufficiente che Draghi rimanga al suo posto, perché l’economia del Paese versa in uno stato di salute pessimo e occorre fare delle riforme importanti.

La più grande preoccupazione per Dalio però riguarda la frammentazione che vi è nel Paese, che spesso porta a “forme di anarchia e guerre civili”, con la conseguente ascesa di una leadership autocratica che prende in mano la situazione. La caratteristica bipartisan del 74enne romano potrebbe impedirlo, perché “nei momenti di difficoltà ciò che realmente occorre è un leader forte in grado di aggiustare le cose”. Tuttavia, “è molto raro che un Paese così frammentato e che deve affrontare sfide così difficili scelga di seguire il leader capace senza che vi siano scontri interni e anche contro lo stesso leader”, sostiene Dalio.

 

AUTORE

Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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