Novità in casa JPMorgan Chase. Come rivelato da Reuters, l’istituto guidato da Jamie Dimon ha annunciato che nel secondo trimestre del 2026 lancerà la sua digital bank anche in Germania. Una svolta importante per il gruppo – peraltro già ipotizzata da anni – che le permetterà di rafforzare ulteriormente la propria presenza in Europa, seguendo una linea di business diversa rispetto al presente. Finora, infatti, JPMorgan Chase in Ue si era rivolta soprattutto a una clientela corporate e high-net-worth.
In questo articolo:
- JPMorgan Chase e l’Europa
- L’offerta per la Germania
JPMorgan Chase e l’Europa
Per JPMorgan, l’Europa non è certo un terreno sconosciuto. Da oltre un secolo la banca è attiva nei principali centri finanziari, da Londra a Francoforte, e negli anni ha rafforzato il suo radicamento nel continente attraverso diverse divisioni. Il gruppo è infatti uno dei protagonisti nell’Asset & Wealth Management, con oltre 4.000 miliardi di dollari di masse gestite a livello globale e una quota dominante negli Etf attivi europei. Peraltro, anche la sua divisione private banking ha investito molto in Europa: recentemente la banca ha nominato Sarah Catania a capo del private banking per l’Europa continentale, con sede a Milano, a testimonianza dell’importanza strategica attribuita al mercato europeo. A ciò si aggiunge il Corporate & Investment Banking, che da Francoforte coordina gran parte delle operazioni nell’Unione europea attraverso la controllata JPMorgan SE, hub centrale creato anche per rispondere alle esigenze regolamentari post-Brexit.
Tuttavia, il gruppo finora non aveva mai deciso di entrare a piedi uniti nella partita del retail europeo. Il suo “esperimento” è iniziato nel 2021, quando ha lanciato nel 2021 Chase Uk. Un esperimento che a oggi ha permesso alla banca di catturare oltre due milioni di clienti e decine di miliardi in depositi, pur a fronte di perdite iniziali importanti e di una redditività che rimane un obiettivo di medio termine. Da qui, la decisione di puntare alla Germania, considerata un terreno fertile per un conto digitale semplice e competitivo.
L’offerta per la Germania
Guardando proprio alla banca digitale in Germania, l’offerta sarà un conto di risparmio, pensato per intercettare la storica propensione dei tedeschi a parcheggiare la liquidità in prodotti sicuri piuttosto che investirla in asset rischiosi. Peraltro, un’abitudine molto cara anche agli italiani. Solo in seguito, l’offerta verrà ampliata con altri servizi, seguendo un modello di crescita graduale già sperimentato a Londra. La sede sarà a Berlino, con un team che ha già superato le cento assunzioni e che continuerà a crescere nei prossimi mesi.
Ovviamente, sono diverse le sfide offerte dal mercato tedesco. Oltre a essere frammentato e dominato da centinaia di casse di risparmio regionali, il settore retail soffre da anni di margini molto bassi. Gli analisti sottolineano come i nuovi entranti debbano affrontare non solo la concorrenza dei grandi istituti storici, come Deutsche Bank e Commerzbank, che stanno cercando di rendere più redditizio il loro retail riducendo personale e filiali, ma anche quella di banche online già radicate. La stessa Commerzbank, non lo dimentichiamo, è preda della scalata messa in atto da Unicredit, salita già al 26% nonostante le continue tensioni con il governo tedesco.
In Germania, inoltre, operano da tempo Ing, che con circa nove milioni di clienti (ed è uno dei principali player digitali), e la fintech N26, fondata a Berlino e oggi con milioni di utenti sparsi per l’Europa. Accanto a loro ci sono anche realtà più nuove ma in rapida ascesa come Trade Republic, specializzata nel trading digitale, e operatori internazionali come Revolut, che ha fatto della flessibilità e dell’innovazione tecnologica la propria bandiera. A questo si aggiunge l’arrivo di altri grandi gruppi stranieri: la spagnola BBVA ha di recente lanciato la sua banca digitale in Germania, replicando il modello già sperimentato con successo in Italia. Sfide che già nel 2022 lo stesso Jamie Dimon, storico ceo di JPMorgan aveva evidenziato. Già nel 2022, parlando agli investitori, aveva definito l’espansione nel retail bancario europeo una “battaglia”.









