La Cina: il piano per le case da 561 miliardi di dollari delude il mercato

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Il piano della Cina denominato “white-list” per rilanciare il mercato immobiliare non ha convinto gli investitori, che oggi hanno venduto massicciamente le azioni del settore. Il ministro cinese per l’Edilizia abitativa Ni Hong ha annunciato in conferenza stampa un programma da 4.000 miliardi di yuan, pari a 561 miliardi di dollari, entro la fine dell’anno per completare i progetti abitativi incompiuti e per l’accesso al credito degli sviluppatori. Le città cinesi dovranno rinnovare circa 1 milione di case nei quartieri più degradati del Paese e i governi locali saranno autorizzati a finanziare il progetto tramite le emissioni di obbligazioni speciali. Con il denaro ricevuto, i residenti possono acquistare nuovi appartamenti. Il programma “white-list” è volto a garantire che le case non finite vengano consegnate agli acquirenti, oltre che a prevenire un blocco diffuso dei mutui.

Secondo le stime di Nomura Holdings, ci sono in Cina 48 milioni di case vendute ma non ancora costruite e ciò richiederà circa 3.000 miliardi di yuan sotto forma di finanziamenti da parte del governo centrale. Tra l’altro, le autorità di Pechino stanno valutando se autorizzare le banche a emettere prestiti per l’acquisto di terreni inutilizzati e per il sostegno abitativo a prezzi accessibili alle famiglie con almeno due figli. Il ministro Ni Hong ha riferito che quest’anno i prestiti approvati per i progetti inseriti nella white-list ammontano a 2.200 miliardi di yuan, assicurando che i nuovi fondi consentiranno agli sviluppatori di completare la costruzione. “Possiamo sicuramente vincere questa battaglia per garantire la consegna degli alloggi”, ha detto.

 

Cina: il programma white-list è inutile?

La mossa della Cina sull’edilizia abitativa segue il pacchetto di stimoli messo a punto a fine settembre, in cui sono state presentate alcune misure forti come il taglio dei tassi su 5.300 miliardi di dollari di mutui ipotecari o come l’allentamento delle regole per l’acquisto di seconde case. Inoltre, il Dragone ha messo a disposizione 1,38 milioni di unità abitative pubbliche a fine settembre, “sufficienti a soddisfare le esigenze di 4,5 milioni di giovani”, ha precisato Ni. Questi piani hanno alimentato le speranze di un intervento importante, nell’ottica anche di rilanciare il moribondo mercato azionario. Tuttavia, gli investitori si aspettavano una dimostrazione di forza più imponente.

“Gli investitori azionari sono alla ricerca di grandi numeri per far salire ulteriormente le azioni”, ha detto Vey-Sern Ling, amministratore delegato di Union Bancaire Privee. “Finché ci sarà una tale discrepanza nelle aspettative, tutte le conferenze stampa saranno inevitabilmente deludenti”.

A giudizio di Bruce Pang, capo economista per la Grande Cina presso Jones Lang LaSalle Inc., “i responsabili politici stanno assumendo una posizione più pragmatica sul settore immobiliare e si aspettano che non sia né un motore né un freno alla crescita economica, ma uno stabilizzatore per il futuro”. L’esperto ritiene che “ci vorrà del tempo prima che il miglioramento dei volumi di vendita e dei prezzi si traduca in investimenti immobiliari e costruzioni”.

Secondo gli analisti di Bloomberg Intelligence, Kristy Hung e Monica Si, “è improbabile che il piano comporti nuovi finanziamenti per completare le case incompiute”. I due sottolineano come i prestiti agli sviluppatori siano diminuiti del 4% quest’anno fino ad agosto, nonostante le white-list.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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