“Squilibri economici eccessivi”. La Commissione Ue mette sotto indagine tredici paesi. Ci sono anche Francia, Germania e Italia
L’Italia e altri 12 Stati membri saranno soggetti a un’indagine approfondita nel 2020 perché le loro economie hanno squilibri o squilibri eccessivi. Lo ha stabilito la Commissione Europea. Sono nella stessa situazione dell’Italia la Bulgaria, Croazia, Cipro, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Olanda, Portogallo, Romania, Spagna e Svezia. La nuova indagine “aiuterà a valutare se questi squilibri sono in corso di correzione”.
Italia, pesa l’alto debito pubblico
Lo scorso febbraio la Commissione aveva indicato che l’Italia sperimentava “squilibri macroeconomici eccessivi” derivanti in particolare dall’alto debito pubblico e dalla protratta debolezza della crescita della produttività in un contesto di alti Npls e alta disoccupazione. Nel rapporto vengono evidenziati anche i conti correnti in surplus, a causa di una domanda interna debole e della bassa crescita dei salari. La crescita stagnante della produttività pesa sulla competitività e sulla crescita potenziale, con effetti negativi sulla riduzione del debito. La bassa crescita della produttività è dovuta al basso livello di investimenti e innovazione, a un contesto non favorevole per il business, agli ostacoli al finanziamento, alla mancanza di forza lavoro qualificata, a cambiamenti nei settori economici. La crescita del costo del lavoro risulta contenuta e le quote di mercato sono sostanzialmente stabili. Il rapporto debito/pil è aumentato nel 2018 e ci si aspetta “un ulteriore aumento dei rischi nel 2019 a causa della debolezza dell’economia e del peggioramento del surplus primario”.
The Annual Sustainable Growth Strategy sets out the economic and employment policy strategy for the EU.
It places sustainability and social inclusion at the heart of the EU’s economic policymaking, in line with the priorities of the #EUGreenDeal.
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— European Commission ???????? (@EU_Commission) December 17, 2019
Non tutto è da buttare
Per quanto riguarda gli aspetti positivi, la Commissione nota che i rendimenti sovrani sono calati ‘sostanzialmente’, la riparazione dei bilanci delle banche sono progrediti dato che sono calati i Npl “ma i prestiti al settore non finanziario restano deboli”. Disoccupazione e occupazione sono evoluti in modo favorevole ciononostante ‘il livello della disoccupazione, in particolare dei giovani e per i disoccupati di lungo termine, resta elevato, mentre la partecipazione al mercato del lavoro, specialmente delle donne, resta bassa con rischi futuri per l’occupazione e la crescita. Complessivamente, questa la conclusione: “L’analisi economica mostra problemi relativi all’alto livello di debito pubblico, alla crescita debole della produttività e alle vulnerabilità nell’andamento del mercato del lavoro e del settore bancario contribuendo alla bassa crescita potenziale”. Ecco perché ‘la Commissione ritiene opportuno di esaminare ulteriormente la persistenza di rischi macroeconomici e di monitorare i progressi nella loro riduzione”.
Anche la Germania sotto tiro
Nel rapporto della Commissione Ue si afferma che anche la Germania sperimenta squilibri macroeconomici (non eccessivi) legati all’avanzo delle partite correnti che riflette investimenti modesti rispetto al risparmio, sia nel settore privato che in quello pubblico. Nel quadro di valutazione aggiornato, una serie di indicatori supera la soglia indicativa, vale a dire il saldo delle partite correnti, il tasso di cambio effettivo reale e il debito pubblico. Nel complesso, “l’analisi economica evidenzia le problematiche relative al persistente avanzo di risparmio rispetto agli investimenti, che si riflette nell’eccedenza delle partite correnti elevata ma progressivamente in calo, sottolineando la necessità di un continuo ribilanciamento”. Per questi motivi, la Commissione Ue ritiene utile “esaminare ulteriormente la persistenza degli squilibri o il loro svolgimento”.
Francia, competitività debole
Indice puntato anche contro la Francia: “Nel complesso, l’analisi economica evidenzia questioni relative all’elevato indebitamento e alla debolezza, sebbene stabilizzata, della competitività, in un contesto di bassa crescita della produttività. Pertanto, la Commissione ritiene opportuno, anche tenendo conto dell’identificazione degli squilibri di febbraio, esaminare ulteriormente la persistenza degli squilibri o il loro andamento” viene spiegato nell’indagine. . Questa la conclusione della Commissione europea sulla Francia, già lo scorso febbraio sotto la lente d’ingrandimento a causa di squilibri macroeconomici (non eccessivi), in particolare per quanto riguarda l’elevato debito pubblico e le deboli dinamiche della competitività, in un contesto di bassa crescita della produttivita’. Nel quadro di valutazione aggiornato, una serie di indicatori supera la soglia indicativa, vale a dire il debito delle amministrazioni pubbliche e del settore privato.









