Nulla di fatto nella riunione Fed di settimana scorsa, ma si sapeva. La conferma dei tassi negli Stati Uniti certifica la posizione attendista della Fed, che necessita di altri dati sull’andamento dell’economia. L’analisi degli esperti di Vontobel nella newsletter settimanale Weekly Note (Clicca QUI per iscriverti).
In occasione del meeting della scorsa settimana, il Fomc della Fed ha confermato i tassi di interesse Usa nel range 4,25-4,5%. La decisione dei banchieri centrali americani non ha sorpreso il mercato. Ad aiutare in tal senso la Federal Reserve sono stati gli ultimi dati del mercato del lavoro usciti a inizio mese. Dati che hanno sostenuto una posizione più attendista da parte della Banca centrale americana. La parola “attesa” è forse quella che maggiormente descrive e riassume il senso del meeting. Se l’economia a stelle e strisce per ora si mostra resiliente, è innegabile che le potenziali ricadute dei dazi potrebbero andare a incidere negativamente tanto sul fronte congiunturale che su quello inflattivo. Uno scenario che rischia di tradursi nella tanto temuta stagflazione, la preoccupazione maggiore per gli investitori.
Le parole di Jerome Powell hanno immediatamente portato a un riprezzamento delle possibilità di un taglio dei tassi a giugno. Guardando il FedWatch Tool, ora oltre l’80% degli analisti si attende la conferma dell’attuale costo del denaro anche nel meeting del prossimo 18 giugno. A inizio mese questo scenario era di poco superiore al 40%. Specularmente è scesa dal 55% al 16,5% la percentuale degli analisti che si attende un taglio di 25 punti base dei tassi. Una sforbiciata al costo del denaro che invece potrebbe arrivare nel corso della riunione di luglio, ossia dopo quell’8 luglio che sancisce la scadenza dei 90 giorni di tregua sulle tariffe annunciate da Trump. Un periodo utile a capire se l’amministrazione americana riuscirà a uscire vittoriosa da questa partita, salvaguardando tanto i rapporti internazionali quanto l’economia interna. Senza soprattutto il rischio di riportare la Fed a dover combattere un’inflazione del tipo che ha caratterizzato il periodo post Covid.









