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Le materie prime della transizione energetica in un ETF di LGIM

Nell'immagine, scattata all'alba, un pilone dell'alta tensione sta sullo sfondo di un impianto di celle solari

Legal & General Investment Management (LGIM), uno dei principali asset manager al mondo con un patrimonio gestito di circa 1.200 miliardi di sterline al 31 dicembre 2023, ha annunciato il lancio del L&G Energy Transition Commodities ETF. Si tratta di un fondo passivo, rivolto a investitori wholesale e professionali, che permette di prendere posizione su una gamma diversificata di future su materie prime della transizione energetica.

In particolare, il nuovo ETF di LGIM divide i suoi investimenti in tre ambiti principali della transizione:

 

  1. Metalli di transizione;
  2. Fonti energetiche a basse emissioni di carbonio;
  3. Carbon pricing.

 

L’ETF permette agli investitori di “esporsi ai potenziali di crescita della transizione energetica, godendo anche di protezione verso l’inflazione e di una bassa correlazione verso altre classi di attività” ha dichiarato Aanand Venkatramanan, responsabile ETF per l’area EMEA di LGIM. Secondo Venkatramanan le materie prime della transizione energetica sono sotto rappresentate nei portafogli.

 

Su quali materie prime investe l’ETF di LGIM

L’ETF L&G Energy Transition Commodities è il primo che permette di investire su un paniere liquido e diversificato composto da 18 materie prime legate alla transizione energetica. In particolare: metalli essenziali per la produzione, conservazione e distribuzione di energia pulita; fonti energetiche di transizione a basse emissioni di carbonio come il gas naturale e l’etanolo che aiutano a superare i picchi di domanda; le attività mirate a imporre un costo sull’inquinamento, aumentando le spese per chi emette CO2. L’ETF è una replica sintetica del fondo Solactive Energy Transition Commodity TR Index.

La composizione del fondo è fatta, per oltre il 50% da componenti che di solito non si trovano nei portafogli di commodity e dunque rappresenta uno strumento utile a decorrelare e diversificare, come ha sottolineato Steven de Vries, responsabile Wholesale UK, Europa e America Latina: “La domanda per soluzioni che mitigano il rischio inflazionistico e forniscono un’esposizione di mercato non correlata è cresciuta notevolmente negli ultimi tempi, anche a causa del contesto macroeconomico. Se a questo si aggiunge la proposta unica presentata dall’Energy Transition ETF, si capisce come la strategia diventi particolarmente appetibile”.

La suddivisione, all’interno del portafoglio del fondo al 17 aprile 2024, vede una preminenza di metalli critici e di supporto per la transizione energetica, rispettivamente con un peso del 42,8% e del 30%. Le energie di transizione rappresentano il 18,2% del portafoglio, le attività di carbon pricing il 9%.

 

Quotazione e costi del fondo

Il nuovo ETF si inserisce nella gamma di ETF sulle materie prime di LGIM che comprende anche l’L&G All Commodities UCITS ETF, l’L&G Longer Dated All Commodities UCITS ETF e l’L&G Enhanced Commodities UCITS ETF. Inoltre, tra le strategie tematiche messe a disposizione dall’asset manager britannico ci sono l’L&G Clean Energy UCITS ETF, l’L&G Battery Value-Chain UCITS ETF e l’L&G Hydrogen Economy UCITS ETF.

L’ETF L&G Energy Transition Commodities è quotato su Borsa Italiana ed è classificato come articolo 6 della normativa Sfdr. Ha un Ter (Totale expense ratio) annuo dello 0,65% ed è identificato dal codice ISIN IE00BLN64M9.

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