Le obbligazioni europee in dollari rendono meno dei Treasury, ecco perché

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Alcune obbligazioni europee denominate in dollari rendono meno dei titoli di Stato statunitensi. Sembra un’anomalia, perché i Treasury sono considerati i titoli obbligazionari più sicuri in circolazione, ma i bond del Vecchio continente hanno guadagnato posizioni in tal senso negli ultimi mesi. In particolare, si sono messe in luce le emissioni della Banca europea per gli investimenti e dell’agenzia statale tedesca Kfw. Questo cambio di paradigma potrebbe essere temporaneo, ma da quando il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato per la prima volta i dazi reciproci a inizio aprile scatenando una guerra commerciale, gli investitori si sono messi in fuga dai titoli di Stato Usa cercando alternative considerate più affidabili. Questo potrebbe essere un segnale da non sottovalutare.

 

In questo articolo:

 

  • Perché gli investitori scelgono le obbligazioni europee in dollari
  • Continuerà la crisi dei Treasury?

 

Perché gli investitori scelgono le obbligazioni europee in dollari

I Treasury hanno sempre rappresentato una garanzia per il portafoglio degli investitori, vista la loro liquidità e la capacità degli Stati Uniti di emettere obbligazioni nella propria valuta. Il mercato tende a rifugiarsi nei bond americani nei momenti di tensione a livello economico e geopolitico. Il meccanismo si è inceppato quest’anno perché le politiche commerciali e fiscali dell’amministrazione Trump hanno fatto temere il peggio per l’economia americana a causa dei dazi e per il debito pubblico, previsto in aumento con le misure di allentamento fiscale.

I titoli di Bei e Kfw hanno storicamente offerto un rendimento superiore rispetto ai Treasury, ma la situazione si è invertita non solo per le problematiche inerenti alla percezione di minore sicurezza dovuta alle tariffe e all’indebitamento Usa. Entrambe le obbligazioni degli emittenti citati hanno un rating a tripla A dalle più grandi agenzie di rating, mentre lo scorso maggio Moody’s ha declassato il debito americano dal rating più alto. Formalmente, quindi, i bond di Bei e Kfw sono più sicuri di quelli del Tesoro Usa. Ciò non significa che il mercato li percepisca tali, o quantomeno che lo farà anche in futuro.

Secondo Frank Will, responsabile globale SSA & Covered Bond Research di Hsbc, i fattori principali dei più bassi rendimenti delle obbligazioni europee denominate in dollari rispetto ai Treasury “sono stati i timori del mercato per le prospettive economiche e di inflazione degli Stati Uniti, l’incertezza sui dazi Usa e l’aumento dei livelli di debito pubblico americano”. Tuttavia, alla lunga “gli investitori sono riluttanti ad acquistare obbligazioni sovranazionali e di agenzia a livelli di rendimento inferiori alla curva dei tassi statunitensi”.

 

Continuerà la crisi dei Treasury?

Attualmente, i rendimenti dei titoli di Stato Usa a 10 anni sembrano essersi stabilizzati intorno al 4,40%, in attesa di vedere quali saranno le intenzioni della Federal Reserve sui tassi di interesse. La Banca centrale si riunisce a fine mese e, nell’occasione, saranno estremamente importanti le dichiarazioni del presidente Jerome Powell, anche alla luce di quanto avvenuto nelle ultime settimane in merito alle schermaglie con la Casa Bianca. Trump ha escluso di licenziare Powell prima della scadenza del suo naturale mandato che avverrà a maggio 2026. Ciò a meno di gravi responsabilità che dovessero emergere dalla vicenda delle ristrutturazioni degli edifici della Fed a Washington.

Il governatore 72enne ha resistito alle pressioni del presidente Usa per tagliare i tassi di interesse, ma secondo gli stategist Rabobank esiste “il rischio crescente che la Fed agisca più a livello politico che fondamentale”. A giudizio di Mohit Kumar, capo stratega europeo di Jefferies, “il rallentamento della crescita a causa dei dazi potrebbe rafforzare la tesi di tassi più bassi”. Se la Fed diventa più accomodante, la pressione verso i Treasury potrebbe scemare. Di conseguenza, i titoli potrebbero tornare a svolgere pienamente la loro tradizionale funzione di porto sicuro, facendo venire meno le attuali preferenze verso le obbligazioni europee denominate in dollari.

Immagine di Johnny Zotti

Johnny Zotti

Laureato in economia, con specializzazione in finanza. Appassionato di mercati finanziari, svolge la professione di trader dal 2009 investendo su tutti gli strumenti finanziari. Scrive quotidianamente articoli di economia, politica e finanza.

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